Coronavirus, Niccolò torna in Italia: test medici ok, volo in biocontenimento

Venerdì 14 Febbraio 2020
Coronavirus, Niccolò torna in Italia: test medici ok, volo in biocontenimento

Adesso l'incubo di Niccolò è veramente finito: il giovane bloccato in una Wuhan schiacciata dal coronavirus rientra in Italia. È salito a bordo di un volo dell'Aeronautica militare che è andato a prenderlo per portarlo a Pratica di Mare dove ad attenderlo ci sarà il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. Il 17enne di Grado viaggia in isolamento, protetto all'interno di una cosiddetta struttura di «alto biocontenimento». Dopo lo sbarco, il trasferimento allo Spallanzani per la quarantena. Il terzo tentativo, finalmente, è andato a buon fine.

Crede di avere il coronavirus, si impicca a un albero per proteggere la sua famiglia

Il giovane studente friulano, rimasto a terra per due volte nel giro di pochi giorni a causa della febbre, stavolta ha superato i controlli medici all'aeroporto e quindi è stato autorizzato ad imbarcarsi sul Boeing KC-767 atterrato nel pomeriggio a Wuhan e ripartito per l'Italia dopo qualche ora. Niccolò è risultato negativo al test del coronavirus durante il suo soggiorno forzato a Wuhan, ma a Roma è stato comunque deciso di farlo viaggiare in massima sicurezza. Per il velivolo militare diretto a Pratica di Mare è stato previsto un protocollo utilizzato la prima volta per rimpatriare dalla Sierra Leone un connazionale con una grave forma di tubercolosi polmonare resistente a ogni trattamento farmacologico.

Cina, impatto Coronavirus solo su Pil primo trimestre
 

 

Coronavirus in Africa, in Egitto il primo caso: è uno straniero. Niccolò lascia Wuhan, domani in Italia

Si tratta di una barella speciale protetta da un involucro di Pvc che permette l'osservazione e il trattamento del paziente in isolamento (gestito da un'equipe medica) con potenti filtri che impediscono il passaggio di particelle potenzialmente infette. L'isolamento, sempre da protocollo, dovrebbe proseguire anche durante il trasferimento in ospedale con un'ambulanza. Niccolò, durante la lunga attesa nell'epicentro del coronavirus, confinato in una stanza d'albergo, ha avuto la febbre a intermittenza: circostanza che gli ha impedito di salire sui due aerei che il 5 ed il 9 febbraio hanno riportato a Roma 64 italiani, poi trasferiti alla Cecchignola e al Celio per la quarantena. Adesso, a quanto si apprende, sta bene. In ogni caso, al rientro, come tutti gli altri sarà sottoposto alla quarentena. Nel suo caso è stato scelto l'Istituto Spallanzani.
 


Coronavirus, la comunità cinese di Roma si automonitora via chat

I genitori del ragazzo, comprensibilmente in apprensione, dovranno attendere ancora un po' per riabbracciarlo, ma ciò che conta è la fine della sua cattività in Cina. Il governo si è speso molto per accelerare il più possibile il suo rimpatrio, e già il giorno dopo il secondo stop all'aeroporto di Wuhan aveva deciso di inviare un proprio aereo appositamente per lui. La partenza però ha subito diversi rinvii, motivati dalle autorità cinesi con la congestione del traffico nello scalo della città, dove continuano ad arrivare aerei con forniture di prima necessità, medicine e strumenti protettivi contro il virus. Tra i due governi ci sono state anche delle incomprensioni legate al blocco italiano dei voli per la Cina, mal digerito da Pechino. Ma sul dossier Niccolò i contatti sono rimasti costanti, fino a che le autorità cinesi hanno autorizzato l'arrivo a Wuhan del volo militare per riportare a casa lo studente di Grado. Con soddisfazione di tutti per il positivo esito della vicenda.

Coronavirus, il direttore sanitario dello Spallanzani ringrazia i media

Ultimo aggiornamento: 15 Febbraio, 00:04 © RIPRODUZIONE RISERVATA

PIEMME

CONCESSIONARIA DI PUBBLICITÁ

www.piemmeonline.it
Per la pubblicità su questo sito, contattaci