Coronavirus, Oms: «Il peggio deve ancora arrivare». Usa, tornano le chiusure

Lunedì 29 Giugno 2020
Coronavirus, Oms: «Il peggio deve ancora arrivare». Usa, tornano le chiusure

Coronavirus, «il peggio deve ancora arrivare. Noi temiamo il peggio». Lo ha detto il direttore generale dell'Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, nel consueto briefing sul Covid19. Gli Stati Uniti hanno registrato altri 288 decessi per coronavirus in 24 ore, secondo il conteggio della Johns Hopkins University. La più grande economia del mondo è il Paese più colpito dalla pandemia con 125.768 morti su oltre 2,5 milioni di casi, secondo i dati dell'università con sede a Baltimora. A Los Angeles e in altre sei contee californiane è stato ordinato di chiudere di nuovo, mentre parti del Paese reintroducono le misure restrittive per cercare di arginare il recente nuovo balzo di contagi da coronavirus.

Oms: «Il peggio deve ancora arrivare»

«Il peggio deve ancora arrivare. Mi dispiace dirlo ma con questo ambiente e in queste condizioni, noi temiamo il peggio. Un mondo diviso aiuta il virus a diffondersi», dice il direttore generale dell'Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, nel consueto briefing sul Covid-19. «Sin dall'inizio abbiamo detto di mettere in quarantena la politicizzazione della pandemia e di restare uniti perchè il virus è veloce e uccide e può sfruttare le divisioni tra di noi. Il nostro messaggio non riguarda nessun Paese in particolare ma riguarda tutto il mondo», ha ribadito il direttore.


 

Oms, team in Cina per indagini sull'origine del virus


L'Oms manderà la prossima settimana un team in Cina per indagare sull'origine del coronavirus. Lo ha annunciato il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, durante un briefing con la stampa a Ginevra. «Conoscere l'origine del virus è molto, molto importante - ha sottolineato - Potremo rintracciare meglio il virus quando sapremo tutto su di lui, incluso come è iniziato. Manderemo un team la prossima settimana per prepararci per questo».

Frena il Brasile, soprattutto per i morti, ma non il Perù ed il Cile, per cui la pandemia da coronavirus mantiene la sua pericolosità in America Latina dove nelle ultime 24 ore i contagi sono saliti a 2.474.632 (+53.586) e i morti hanno raggiunto quota 111.934 (+1.477). È quanto emerge oggi da una elaborazione statistica realizzata dall'Ansa sulla base di dati ufficiali di 34 paesi e territorio latinoamericani. Prima fra le nazioni della regione, il Brasile ha confermato 1.344.143 contagi (+30.476) e 57.622 morti, con un incremento odierno di  552 unità. Il gigante sudamericano è seguito da Perù (279.419 e 9.317) e Cile (271.982 e 5.509) e da altri sette paesi con più di 20.000 contagi: Messico (216.852 e 26.648), Colombia (91.769 e 3.106), Ecuador (55.255 e 4.429), Argentina (59.933 e 1.232), Repubblica Dominicana (31.373 e 726), Panama (30.658 e 592) e Bolivia (30.676 e 970). Il Brasile è il secondo Paese al mondo per numero di contagi e vittime dopo gli Stati Uniti.

Scuola, il Cts: «Lezioni alle 7 di mattina per decongestionare i mezzi pubblici»

Gli Stati Uniti hanno registrato altri 288 decessi per coronavirus in 24 ore, secondo il conteggio della Johns Hopkins University. La più grande economia del mondo è il Paese più colpito dalla pandemia con 125.768 morti su oltre 2,5 milioni di casi, secondo i dati dell'università con sede a Baltimora. A Los Angeles e in altre sei contee californiane è stato ordinato di chiudere di nuovo, mentre parti del Paese reintroducono le misure restrittive per cercare di arginare il recente nuovo balzo di contagi da coronavirus.

Baby boom all'orizzonte per le Filippine. Le previsioni dell'Istituto per la Popolazione dell'Università delle Filippine e del Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione (Unfa) indicano che il prossimo anno potrebbero nascere 214.000 bambini in più, figli del lockdown imposto dall'emergenza coronavirus, che ha avuto gravi ripercussioni anche sull'accesso ai servizi di pianificazione familiare, che si rivolgono in particolare alle comunità più vulnerabili, figli di gravidanze non pianificate in un Paese cono 107 milioni di abitanti. Come si legge in un articolo del Guardian, così si potrebbe arrivare al numero più alto di nascite in 20 anni: nel 2021 potrebbero infatti registrarsi fino a quasi 1,9 milioni di nascite, ben più che in qualsiasi anno dal 2000.

L'Australia. Nuove misure di lockdown anti- coronavirus potrebbero essere imposte a Melbourne dopo che sono stati identificati sabato 49 casi di Covid-19, il numero più alto dallo scorso aprile. Lo riporta il Guardian. Secondo le autorità sanitarie dello stato di Victoria non si tratta di una «seconda ondata» ma il premier Daniel Andrews ha annunciato che sta considerando se chiedere ai cittadini di restare a casa nei prossimi giorni. Nel resto dell'Australia il virus è quasi del tutto sparito. Nell'ovest del Paese c'è stato un solo nuovo caso, nel New South Wales tre ed erano tutte persone rientrate dall'estero. Zero contagi in Queensland e nel sud. In Victoria la momento ci sono 2.028 casi. Per prevenire la diffusione dei contagi, lo stato ha iniziato a effettuare test a tappeto, 40.000 persone sono già state sottoposti al controllo da venerdì. 

Pechino registra sette nuovi casi di trasmissione locale di Covid-19 rispetto ai 14 segnalati ieri. La Commissione sanitaria della capitale cinese ha anche riferito di un nuovo caso relativo a un soggetto asintomatico e di altri quattro casi sospetti. Dall'11 al 28 giugno, secondo i dati ufficiali, sono 318 i casi confermati a Pechino, dove un focolaio nel mercato all'ingrosso di Xinfadi ha riportato l'allerta ai massimi livelli dopo che per 57 giorni non si erano registrati casi di trasmissione locale. A livello nazionale, stamani le autorità sanitarie hanno segnalato in tutto 12 nuovi contagi: i sette di Pechino più cinque 'importatì, tre dei quali nella provinca di Sichuan, uno in quella di Liaoning e l'altro a Shanghai. I dati ufficiali indicano un totale di 1.907 casi 'importatì dall'inizio dell'emergenza sanitaria con 84 pazienti che restano ricoverati. Il bilancio della Commissione sanitaria nazionale parla inoltre di 83.512 contagi con 4.634 decessi e 78.460 guarigioni.

Il Pakistan ha registrato 3.557 nuovi casi di coronavirus e 49 ulteriori decessi nelle ultime 24 ore: lo ha reso noto oggi il ministero della Sanità. I nuovi dati portano il bilancio complessivo dei contagi a quota 206.512 e quello dei morti a 4.167. Nella regione più colpita, il Punjab, i casi hanno superato quota 8.000, mentre nella regione del Sindh sono a quota 74.778. Finora sono guarite 95.407 persone, di cui 2.783 nelle ultime 24 ore. Almeno 2.805 pazienti sono in condizioni critiche

La Libia ha contato nelle ultime 24 ore altri 35 contagi da coronavirus, che portano a 762 il totale dei casi confermati nel Paese. Lo ha reso noto oggi il Centro nazionale libico per il controllo delle malattie sulla propria pagina Facebook. Allo stesso tempo, i morti sono saliti da 18 a 21 ed i guariti da 171 a 196. Il capo del centro nazionale per il controllo delle malattie della città di Sabha, nel Fezzan, Abdel Hamid Al-Fakhiri, ha detto che la regione meridionale ha il maggior numero di casi nel Paese.

 

Ultimo aggiornamento: 19:30 © RIPRODUZIONE RISERVATA