Coronavirus, l'ambasciatore cinese Li Junhua: «In prima linea con l’Italia per superare l’emergenza»

Martedì 24 Marzo 2020 di Lucia Pozzi
Coronavirus, l'ambasciatore cinese Li Junhua: «In prima linea con l’Italia per superare l’emergenza»

Ambasciatore Li Junhua, l’Italia sta vivendo una fase estremamente critica per emergenza coronavirus e la Cina sta facendo molto per aiutarci concretamente, dall’invio di medici specializzati a mascherine e ventilatori. Una aereo è arrivato nei giorni scorsi a Roma, un altro a Milano. Quali altre iniziative sono in programma?

«Stiamo seguendo, fin dall’inizio e con grande partecipazione, le difficoltà che il popolo italiano sta vivendo di fronte all’epidemia. Come ha dichiarato il presidente Xi Jinping nel suo colloquio telefonico con il premier Giuseppe Conte, qualche giorno fa, abbiamo molto a cuore le preoccupazioni del governo e dei cittadini italiani. Per questo motivo inviamo in Italia i team di esperti medici, e forniremo aiuti in termini di materiali sanitari e altro. Il primo team medico cinese e 31 tonnellate di materiale sanitario sono arrivati in Italia il 12 marzo. 

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Nei giorni scorsi la squadra, che ha avuto contatti e incontri diretti con il personale sanitario italiano impegnato in prima linea a Roma, a Padova, a Milano, ha condiviso la prassi nella lotta all’epidemia, e ha ottenuto buoni risultati. Il 18 marzo, a Milano, è atterrato il volo con a bordo il secondo team medico cinese e 9 tonnellate di donazioni di materiali sanitari. Il team cinese si è unito al personale medico della Lombardia nella guerra contro l’epidemia e nel lavoro di prevenzione e di contenimento. Arriverà in Italia ancora un team di esperti cinesi nei prossimi giorni. La Cina è disponibile a continuare a rafforzare la comunicazione scientifica con la controparte italiana, e ad avviare maggiori cooperazioni nel campo della ricerca e sviluppo in telemedicina, farmaceutica e vaccini. Siamo fiduciosi che l’Italia vincerà la lotta contro il virus. E siamo convinti che, con l’impegno congiunto dei nostri due Paesi, daremo un contributo alla cooperazione internazionale nella lotta all’epidemia e alla creazione della “Via della Seta della Salute”».

La necessità di forniture sanitarie, dai macchinari per la ventilazione alle apparecchiature per allestire postazioni di terapia intensiva, è un'emergenza in Italia, che anche al Centro-Sud teme un'impennata del numero dei positivi al coronavirus. Come funziona il meccanismo dell'export dalla Cina verso gli altri Paesi di queste forniture specializzate?

«La Cina ha già registrato un cambiamento positivo nell’andamento dell’epidemia e, in questa fase, sta ottenendo importanti risultati. La ripresa dello sviluppo socio-economico sta accelerando, e la produzione di materiale sanitario, a partire dalle mascherine, è in aumento. La domanda per questi prodotti in Cina è ancora alta e permane lo squilibrio tra domanda e offerta: l’epidemia è spietata. Ma le persone hanno un cuore. Comprendiamo pienamente la pressione a cui sono sottoposti gli altri Paesi che stanno affrontando l’epidemia. Sosterremo, dunque, le aziende impegnate nell’export ad organizzare la fornitura di materiale sanitario all’estero e contribuiremo alla lotta al Covid-19 su scala mondiale.

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La Cina non attua alcuna misura di controllo o limitazione delle esportazioni di materiale sanitario, e le aziende operano in base ai principi del mercato. L’ esportazione dei materiali sanitari cinesi avverrà in base alle richieste del Paese di destinazione; ad esempio, le merci destinate ai Paesi dell’Unione Europea devono avere la certificazione CE».

Esistono aziende cinesi "certificate" per l'export delle apparecchiature sanitarie, quali e quante sono?

«La Cina dispone di una grande produzione di apparecchiature medicali e di molte aziende esportatrici, e l’Unione Europea è uno dei principali mercati di destinazione di tali prodotti: molte aziende cinesi sono pronte a esportarli. Su richiesta della controparte italiana, abbiamo tempestivamente fornito informazioni su oltre 10 aziende cinesi, coadiuvando in modo attivo il matching tra queste e le aziende italiane per l’acquisto di materiali sanitari».

Poiché non solo l'Italia è in emergenza, ma anche molti altri Paesi, il criterio che stabilisce le priorità è quello del momento di arrivo della richiesta di fornitura, quello del maggior prezzo offerto dal potenziale acquirente o altro?

«Attualmente l’epidemia sta esplodendo in molte zone del mondo e il trend è in crescita. La Cina comprende benissimo le necessità di approvvigionamento di materiale medico e sanitario per far fronte all’emergenza, sia in Italia sia in altri Paesi. Le aziende cinesi forniscono le merci in base ai principi di mercato. Tuttavia, vista la gravità della situazione epidemiologica in Italia, e alla luce del rapporto di amicizia e di cooperazione che lega Italia e Cina, la parte cinese si sta attivando per aiutare le aziende italiane che hanno necessità di interfacciarsi con le controparti cinesi, al fine di poter distribuire le merci nel minor tempo possibile».

Nessuno sa prevedere con certezza quanto durerà questa fase buia, ma la Cina, dopo mesi durissimi e con un conto economico da pagare molto pesante, si sta riprendendo ed è una speranza per tutti. Cosa si aspetta dal futuro delle relazioni internazionali dopo la tempesta coronavirus?

«Dopo diversi mesi di faticoso impegno, l’andamento dell’epidemia in Cina sta vedendo importanti risultati. Tutto ciò è di aiuto per dare fiducia ai Paesi, Italia compresa, che stanno lavorando per prevenire e contenere i contagi. La Cina continuerà a impegnarsi e farà di tutto per vincere quanto prima, fino in fondo e completamente, la battaglia contro il virus. Attendiamo con trepidazione che inizino ad arrivare buone notizie anche dagli altri Paesi. Quest’epidemia costituisce una prova davvero seria, lo è per l’Italia quanto per la Cina. In un momento difficile come questo, i popoli dei nostri due Paesi hanno dimostrato la volontà di sostenersi a vicenda, come se fossero sulla stessa barca.
 

 Questo ci fa comprendere ancora meglio cosa significa quando si dice: “I veri amici si vedono nel momento del bisogno”. Nell’anno del Cinquantesimo anniversario delle relazioni bilaterali italo-cinesi, i due Paesi attraversano un momento di difficoltà e vanno avanti insieme. Si tratta di un’altra pagina di storia che stiamo scrivendo insieme. Quest’epidemia sta mostrando a tutti che al mondo non esistono isole di salute e sicurezza, e che l’umanità è una comunità dal futuro condiviso. Le sfide globali si possono affrontare solo se tutti i Paesi lottano fianco a fianco. Attendiamo con impazienza il momento in cui, superata questa “guerra contro l’epidemia”, ogni Paese aumenterà la propria consapevolezza circa l’importanza dell’unità e dello spirito di collaborazione. Sarà quello il momento in cui, insieme, promuoveremo la costruzione di una casa più sana, più tranquilla e più bella per tutti».

Ultimo aggiornamento: 17:04 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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