Brigatisti arrestati, il figlio di Sabbadin: «Killer di mio padre in fuga per colpa della Francia»

Mercoledì 28 Aprile 2021
Brigatisti arrestati, il figlio di Sabbadin: «Giustizia attesa da tempo»

Ci sono ferite che non si rimarginano neanche dopo quarant'anni. È il caso di chi, come Adriano Sabbadin, ha perso il padre Lino, macellaio di Venezia, per mano del gruppo Proletari Armati per il Comunismo il 16 febbraio 1979 a Santa Maria di Sala. «Questi assassini devono essere consegnati alla giustizia - ha detto a proposito dell'arresto dei sette ex Brigate Rosse fermati in Francia nell'ambito dell'operazione anti-terrorismo "Ombre rosse". Sono persone che hanno rovinato famiglie, come la mia. A distanza di quarant'anni dall'omicidio di mio padre la ferita per noi è ancora aperta».

Poi l'accusa: «Il governo francese si assuma la responsabilità per la fuga di Bergamin (compagno di lotta di Cesare Battisti e che partecipò all'omicidio del padre Lino, ndc) e per avergli dato protezione fino ad ora. Gli ordini di arresto - sottolinea Sabbadin - dovevano avvenire molto tempo fa. Va bene l'operazione di oggi ma i nostri morti non sono andati in prescrizione. Per questo mi dispiace che Bergamin sia riuscito a fuggire, ma sono fiducioso che possa essere catturato. Questi non sono da considerare ex terroristi. Che paghino tutti, non è solo un dovere verso i familiari delle vittime, ma un diritto della nostra democrazia».

Dottrina Mitterrand, cos'è e perché ha permesso agli ex brigatisti di rifugiarsi in Francia

 

L'omicidio di Lino Sabbadin

Il 16 febbraio 1979 Lino Sabbadin, che poco prima dell'attentato aveva già sparato e ucciso un rapinatore, si trovava nella sua macelleria a Caltana, una frazione di Santa Maria di Sala. All'improvviso un commando di terroristi entrò nel locale e lo uccise per punirlo per aver reagito alla rapina. L'assassinio fu rivendicato dai terroristi di sinistra Proletari Armati per il Comunismo (PAC) come solidarietà alla piccola malavita «che con le rapine porta avanti il bisogno di giusta riappropriazione del reddito e di rifiuto del lavoro». Gli assassini furono individuati in Cesare Battisti e Diego Giacomin. 

 

 

Ultimo aggiornamento: 13:41 © RIPRODUZIONE RISERVATA