Brexit, ok della Camera dei Comuni a legge anti no-deal: Johnson battuto. Bocciata la sua mozione per voto 15 ottobre

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Brexit, i Comuni approvano la legge per il rinvio. Johnson sconfitto chiede elezioni il 15 ottobre
Via libera definitvo della Camera dei Comuni britannica alla legge anti no-Deal, ovvero per evitare una  Brexit senza accordo. Boris Johnson, sconfitto, ha presentato una mozione di sfiducia per andare a elezioni anticipate il 15 ottobre ma la Camera dei Comuni l'ha bocciata con 298 sì contro 56 no. 

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La Camera dei Comuni ha approvato stasera anche in ultima lettura la legge anti-no deal promossa per cercare di imporre un rinvio della Brexit alla scadenza del 31 ottobre. A favore hanno votato 327 deputati, contro 299. Il risultato suggella la sconfitta dal governo di Boris Johnson sul testo. La legge tuttavia è passata con un emendamento di alcuni laburisti pro Brexit soft che lega il rinvio solo alla possibile approvazione di una versione dell'accordo di Theresa May. Ora va alla Camera dei Lord, che inizierà a esaminarla da domani.

 

L'emendamento introdotto in extremis, grazie a un sotterfugio tecnico reso possibile per indebolire la legge dalla tattica parlamentare dello stesso governo, era stato presentato dal deputato laburista Stephen Kinnock e da 16 suoi compagni di partito, contrari al no deal, ma anche al Remain. Esso di fatto esclude che il rinvio della Brexit evocato dalla legge possa essere usato per mettere sul tavolo un progetto di secondo referendum. Ma solo per dare tempo di trovare un accordo. La proroga richiesta dal testo pari a tre mesi rispetto alla scadenza del 31 ottobre non sarebbe peraltro sufficiente, verosimilmente, per istruire l'iter verso un nuovo voto referendario.

Boris Johnson ha reagito all'approvazione della legge anti-no deal ai Comuni presentando l'annunciata mozione per lo scioglimento della Camera e lo svolgimento di elezioni anticipate il 15 ottobre. Johnson introducendo la mozione ha ribadito di non voler chiedere un rinvio della Brexit e di lasciare nelle mani di Bruxelles la decisione su quando Londra «potrà lasciare l'Ue». Il premier Tory ha detto che solo il voto può stabilire chi fra lui e il laburista Jeremy Corbyn debba negoziare la Brexit.

La mozione è stata bocciata con 298 sì contro 56 no. Il quorum sarebbe stato dei due terzi (434), ma le opposizioni hanno detto no alla data indicata dal premier Tory, chiedendo garanzie sull'attuazione della legge anti-no deal e su un rinvio della Brexit alla scadenza del 31 ottobre prima del voto. Rinvio che peraltro Johnson rifiuta categoricamente, lasciando la situazione ad ora in pieno stallo.

Corbyn ha formalizzato il suo no alla mozione, ribadendo di volere che prima sia attuata la legge anti-no deal appena approvata ai Comuni, per garantire una hard Brexit il 31 ottobre. Corbyn ha definito «un'offerta avvelenata» la data indicata da Johnson: «una mossa cinica di un primo ministro cinico». 
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Mercoledì 4 Settembre 2019, 21:17






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