Breivik, chi è il terrorista della strage di Utoya: dagli attentati al carcere

Davanti ai giudici disse che voleva mandare un "messaggio forte al popolo, per fermare i danni del partito laburista"

Martedì 30 Novembre 2021
La strage di Utoya e il piano di Anders Breivik: la storia

I due attentati terroristici coordinati più violenti della storia della Norvegia dalla fine della seconda guerra mondiale si svolsero tra le 15:25 e le 18:55 del 22 luglio 2011. Il trentaduenne norvegese e simpatizzante di estrema destra Anders Breivik uccise 77 persone. Otto furono uccise con un'autobomba nei pressi del quartier generale del governo a Oslo, nell'esplosione morirono otto persone e 209 rimasero ferite, di cui dodici gravemente. Poco dopo, poi, sull'isola di Utoya dove era in corso un campus giovanile del partito laburista Breivik fece fuoco e uccise 69 giovani.

Il processo

Più volte durante il processo è stato immortalato con un braccio teso a conferma delle sue simpatie naziste. L'uomo è stato condannato a 21 anni di carcere nel 2012 (il massimo della pena in Norvegia) ma non ha mai accennato a segnali di pentimento.

Davanti ai giudici ha detto che voleva mandare un "messaggio forte al popolo, per fermare i danni del partito laburista" e per fermare "una decostruzione della cultura norvegese per via dell'immigrazione in massa dei musulmani".

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Il carcere

Nel 2014 il pluriomicida tornò agli onori delle cronache per aver minacciato di fare uno sciopero della fame perché la Playstation presente nella sua cella era troppo vecchia: «Voglio una PS3, mi costringete all'inferno e non riuscirò a sopravvivere a lungo», queste furono le sue dichiarazioni. Tra le richieste che avanzò anche l'accesso a un pc, passeggiate più lunghe e lo stop definitivo alle perquisizioni corporali.

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