Boris Johnson, feste alcoliche e affollate durante il lockdown: il partygate travolge il primo ministro

Un nuovo scandalo ha travolto il primo ministro britannico. E ora spunta una mail

Martedì 11 Gennaio 2022 di Michela Allegri
Boris Johnson, feste alcoliche e affollate durante il lockdown: il partygate travolge il primo ministro

Feste alcoliche e affollate organizzate mentre tutto il Paese era in lockdown, nei giorni più pesanti della pandemia. Un nuovo scandalo ha travolto il primo ministro britannico Boris Johnson: il partygate, esploso nei mesi scorsi, quando sono emerse le prime indiscrezioni sulla violazione delle norme sanitarie imposte per combattere il Covid, si arricchisce di un nuovo, imbarazzante, capitolo. Prima, a scatenare la polemica erano stati i party di Natale organizzati nel dicembre 2020, mentre il Paese era alle prese con le restrizioni anti-Covid, mentre adesso spunta una mail, inviata dal segretario privato di Johnson il 20 maggio 2020, con la quale venivano invitate oltre cento persone a una festa nel giardino di Downing Street.

Il messaggio si chiudeva con questa frase: «Unitevi a noi dalle 18 e portatevi la bottiglia». In quel periodo tutto il Regno Unito era in pieno lockdown: agli inglesi era vietato uscire di casa e incontrare persone non conviventi, compresi amici e fidanzati. Il governo aveva ribadito le regole durante una conferenza avvenuta proprio il giorno dell'invio della mail in cui il capo staff invitava cento persone a bere un «drink con social distancing», dopo «un periodo incredibilmente intenso», allo scopo di «approfittare del bel tempo». Johnson avrebbe partecipato alla festa clandestina con l’allora moglie Caroline Louise Bevan. Sul caso è in corso un’inchiesta di Scotland Yard.

 

 

 

Il primo party finito nel mirino dei media - e oggetto di un’indagine interna - sarebbe stato organizzato nel dicembre 2020 a Downing Street, la sede del governo: in quel periodo a Londra era proibito partecipare a feste e incontri aziendali di qualsiasi tipo. La notizia è stata data dal Daily Mirror. L'evento si sarebbe tenuto il 18 dicembre, quando Londra era da poco stata inserita nell'elenco dei territori inglesi in cui erano in vigore le restrizioni più rigide a causa dell’aumento dei contagi: era possibile incontrare persone che non facevano parte del proprio nucleo abitativo solo all’aperto, e solo una alla volta. Alla festa a Downing Street, invece, avrebbero partecipato tra le 40 e le 50 persone, tra cui membri dello staff e dell’ufficio stampa del governo.

In un video registrato il 22 dicembre del 2020, Allegra Stratton, ex portavoce del primo ministro, in una conferenza stampa simulata, uno dei presenti chiede: «Ho visto che su Twitter qualcuno scrive che c’è stata una festa a Downing Street venerdì scorso, è vero?». Stratton sorride e risponde: «Ero andata a casa». Poi, aggiunge: «Ma che risposta vuoi che dia?». A quel punto un’altra persona dice: «Non era una festa, c’erano solo vino e formaggio». Stratton specifica, seria: «Questa festa immaginaria era una riunione di lavoro». Poi però ricomincia a ridere e aggiunge: «E non c’era nessun distanziamento fisico». All’inizio di dicembre, la donna, che lo scorso aprile era diventata portavoce per la COP26 di Glasgow, ha annunciato le dimissioni.

 

 

Non è finita. I giornali britannici hanno raccolto le prove di un’altra presunta festa di Natale organizzata dall’ufficio del primo ministro britannico il 15 dicembre 2020. Diversi collaboratori di Johnson avrebbero usato gli uffici di Downing Street per giocare a una specie di quiz natalizio. Il Mirror ha anche pubblicato una foto in cui si vede Johnson leggere alcune domande, trasmettendo in streaming da un’altra stanza. Al suo lato, due collaboratori: una indossa un cappello da Babbo Natale, l’altro una ghirlanda. Una fonte ha detto al Mirror che il quiz si sarebbe dovuto tenere online, ma in molti avrebbero scelto di farlo di persona: «Hanno deciso che sarebbe stato più divertente». Il Mirror scrive poi che in una stanza ci sarebbero state almeno 24 persone, divise in squadre da sei. Un portavoce di Johnson ha replicato che la festa si sarebbe svolta «online» e che gli invitati avrebbero partecipato seduti alle loro scrivanie.

Il governo britannico ha smentito la festa del 18 dicembre, ma si è scusato «senza riserve» per il turbamento causato dalla vicenda del party organizzato il 20 maggio 2020 nel giardino di Downing Street in apparente violazione alle restrizioni allora in vigore. Il ministro Michael Ellis, Paymaster General, ha sottolineato che il caso finirà sotto la lente dell’inchiesta indipendente sugli eventi organizzati nelle sedi istituzionali britanniche nel periodo in cui erano in vigore forme di lockdown.

Ultimo aggiornamento: 20:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA