Putin, le armi russe fanno cilecca: ora l'Asia non le compra più. A picco le vendite di caccia e carri armati

Dopo i colpi subiti negli scontri in Ucraina, Mosca teme un crollo dell'export militare che si ridurrebbe di un quarto rispetto al 2021

Martedì 20 Settembre 2022 di Marco Ventura
Putin, le armi russe fanno cilecca: ora l'Asia non le compra più. A picco le vendite di caccia e carri armati

Cattiva pubblicità che fa crollare le vendite, questo è la guerra in Ucraina per l'apparato industriale militare russo. A picco le vendite di caccia, carri armati e altro materiale nel mercato che per Mosca è fondamentale: l'Asia. Eloquente un titolo di Asia Times: «Gli armamenti russi sono per lo più spazzatura?». Lo stesso su Breaking Defense e Defense News, oltre che in un reportage del Daily Telegraph, molto attento alle questioni militari.

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Parlano i numeri. Lo scorso mese le Filippine hanno confermato la disdetta di un contratto da 227 milioni di dollari per 16 elicotteri Mi-17 per paura che Mosca non possa onorarlo a causa delle sanzioni. Che riguardano i componenti ma anche le transazioni. «Sono finiti i tempi in cui la Russia era top dog, capobranco, nell'Asia meridionale», sferza Ian Storey, esperto di sicurezza dell'Iseas-Yusof Ishak Institute di Singapore. «Per me non lo era già da prima della guerra in Ucraina, e credo che non recupererà mai».

 

Il responsabile dell'export militare russo ha di recente indicato in 10,8 miliardi di dollari la previsione di fatturato 2022, oltre un quarto meno del 2021, nonostante la promessa-appello di Putin all'Expo militare a Mosca di espandere la cooperazione con gli alleati non solo in Asia, ma in Africa e America Latina. Le Filippine stanno valutando di spostarsi sul mercato americano per l'acquisto di elicotteri Chinooks CH-47. Perché ovunque l'industria delle armi russa perda terreno, a trarne vantaggio sono i rivali, dagli Stati Uniti alla Cina, dalla Francia alla Gran Bretagna e altri Paesi europei. Anche l'Indonesia ha annunciato lo scorso anno che avrebbe abbandonato l'acquisizione di 11 caccia Sukhoi Su-35 Flanker-E, in questo caso per le sanzioni imposte dal Congresso Usa già nel 2017. Altri ordini potrebbero esser cancellati dal Vietnam, che però ha il blocco di contratti decennali con la Russia per ricambi e munizioni.

L'EXPORT
In generale, l'export militare russo è andato giù del 26 per cento nel 2017-2021 rispetto al 2012-2016, specie per le forniture dimezzate da India (-47 per cento) e Vietnam (-71 per cento). Le brutte prestazioni sul campo sono il colpo di grazia. Non giova che sia stata affondata la nave ammiraglia della flotta del Mar Nero, né il rincorrersi di notizie su caccia abbattuti e mancato controllo russo dello spazio aereo ucraino. È un tremendo spot negativo il video, virale tra gli esperti, di soldati di Kiev che ispezionano un carro T-80BVM e scoprono che i comparti di armatura reattivi per cui vanno famosi sono privi delle cariche esplosive per neutralizzare i razzi anti-carro Atgm, sostituite da sottili componenti-fai-da-te di gomma o cartoni delle uova. Sui T-80 risultano spesso montate torrette di vecchi T-64. Altre foto mostrano T-72B3 e T-80 protetti da strutture morbide ai lati, ripiene di sabbia.


Per non parlare delle perdite. Dal 24 febbraio, inizio dell'invasione, i russi avrebbero sparato oltre 7 milioni di proiettili, altri li hanno persi nel martellamento dei depositi da parte degli ucraini. Brutto segno l'uso terra-terra di missili Almaz-Antei S-300 e S-400 nati per la difesa aerea. Non a caso i russi stanno comprando munizioni al mercato nord-coreano.


I COMPONENTI
Restrizioni all'import dopo l'annessione della Crimea nel 2014 hanno comportato fra l'altro l'impossibilità di ottenere polvere da sparo e propellenti per i missili, oltre che sistemi elettronici americani e taiwanesi. Un esempio citato da Breaking News: più o meno il 70 per cento dei componenti del missile da crociera Kalibr proviene dall'estero. Impossibile riprenderne la produzione (e vendita). Come potranno i russi piazzare tank in Asia se 2000 su 3300 carri armati operativi sono moderni o aggiornati, e oltre 1000 sono stati distrutti in Ucraina? La produzione di Su-35 è crollata dai 120 pianificati nel 2021 agli attuali 10-12.
Imbarazza Mosca che nella recente esercitazione Vostok 2022 nell'Estremo Oriente, i Su-25 siano stati visti lanciare bombe da media altezza, mentre in Ucraina volano basso per sfuggire ai sistemi di difesa che sparano sul serio. Altro deterrente politico e d'immagine a comprare armi dai russi, il moltiplicarsi delle rivelazioni sulle brutalità commesse dall'esercito di Putin e Kadyrov, da Bucha a Kharkiv.
 

Ultimo aggiornamento: 20:19 © RIPRODUZIONE RISERVATA