Al Baghdadi, la Turchia cattura una delle mogli del califfo dell'Isis in Siria

Al Baghdadi, la Turchia cattura una delle mogli del califfo dell'Isis
Dopo la sorella, catturata anche una delle mogli di Al Baghdadi: nuovo colpo della Turchia alla cerchia di Abu Bakr al-Baghdadi, il leader dell'Isis ucciso dieci giorni fa in un blitz americano nel nord della Siria: dopo aver annunciato nei giorni scorsi la cattura della sorella maggiore, Ankara ha rivelato oggi di avere in mano anche una delle quattro mogli dell'autoproclamato Califfo.

Mentre gli Usa hanno condotto una «gigantesca campagna di comunicazione» sulla morte di al-Baghdadi, «noi abbiamo preso sua moglie, lo dico oggi per la prima volta, ma non abbiamo creato clamore. Continueremo a lavorare in questo senso», ha detto il presidente Recep Tayyip Erdogan in un discorso ad Ankara.

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Nessun dettaglio è stato finora reso noto sulle circostanze della cattura, né quando sia avvenuta esattamente. Segreta resta al momento anche l'identità della donna. Le informazioni al riguardo saranno diffuse «presto», ha assicurato il ministro della Difesa turco Hulusi Akar. Secondo le notizie di intelligence disponibili, il defunto leader dell'Isis aveva 4 mogli, il massimo consentito dalla legge islamica.

 


Tra queste, un'irachena conosciuta come Nour, figlia di un suo stretto collaboratore, Abu Abdullah al-Zubaie, e una donna di cui si sa che venne arrestata in Libano nel 2014 e liberata l'anno dopo in uno scambio di prigionieri. Un'altra ex moglie irachena, Saja al-Dulaimi, lo avrebbe abbandonato nel 2009 mentre era incinta della figlia.


Al Baghdadi e Saja al-Dulaimi


Solo un paio di giorni fa era stata catturata la sorella maggiore di al-Baghdadi, in questo caso subito identificata come la 65enne Rasmiya Awad, con tanto di diffusione di una foto segnaletica. La donna, definita dagli 007 turchi «una miniera d'oro» sul piano delle informazioni di intelligence, era stata fermata in compagnia di marito, nuora e 5 figli ad Azaz, località nel nord-ovest della Siria sotto il controllo di Ankara sin dal 2016 a seguito dell'operazione militare Scudo d'Eufrate, condotta proprio conto il sedicente Califfato.

 
 



Non è stato indicato tuttavia se abbia anche portato alla cattura della cognata. Per la Turchia è comunque l'occasione di ribadire il suo impegno nella lotta ai jihadisti, dopo la valanga di accuse da tutto il mondo di aver aperto spazi per un ritorno dell'Isis con la sua offensiva militare in Siria contro le milizie curde, che invece l'avevano sconfitto sul campo e ne detenevano migliaia di combattenti nelle loro prigioni.
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Mercoledì 6 Novembre 2019, 19:52






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