Natale, dalla tavola al menù: i consigli di Csaba Dalla Zorza, regina di "Cortesie per gli ospiti"

Mercoledì 24 Novembre 2021 di Veronica Cursi
Foto stefania giorgi dal libro Csaba Five season

Chi l’ha detto che le feste natalizie devono durare solo due giorni o una settimana di ferie?Dicembre è alle porte e per Csaba Dalla Zorza (nome ungherese maschile, «piaceva a papà»), scrittrice (da poco è uscito il nuovo libro The Modern Baker), food lover, regina del bon ton e giudice del programma tv “Cortesie per gli ospiti”, «il Natale è come una quinta stagione: troppo importante per relegarlo solo a pochi attimi condivisi». E allora chi meglio di lei, la Martha Stewart italiana, raffinata 50enne milanese, può aiutarci a creare la nostra stagione perfetta? «Addobbare un ambiente o apparecchiare una tavola in modo giusto è importante come saper usare correttamente i congiuntivi. Le buone maniere sono sinonimo di rispetto e fanno la differenza. Dalla tavola all’albero fino alla realizzazione del menù, non c’è niente di più elegante della sobrietà. Nel dubbio, quindi, sempre meglio non esagerare».

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L’AMBIENTE CAMBIA MOOD

Il primo dicembre casa Dalla Zorza si veste a festa: «Candelabri, piccole candele da sparpagliare ovunque, stelle di Natale, ghirlande. Cambiate il profumo per ambienti, il mio sa di pino e cannella: il profumo del Natale. Anche il sottofondo musicale natalizio è fondamentale. Per creare l’atmosfera è necessario coinvolgere tutte le stanze della casa, sì anche il bagno (basterà mettere una piccola stella di Natale o una candela). Ogni anno mio marito porta su dalla cantina 12 scatoloni con gli oggetti natalizi: statuine, angioletti, decorazioni diverse acquistate in giro per i mercatini, un piccolo presepe. Dettagli che ricordino a tutti gli abitanti della casa che è un periodo speciale». Perché nella famiglia di Csaba ognuno fa la sua parte. Ludovica, 14 anni, è la coreografa della casa: ha uno spiccato senso estetico e del colore. Edoardo, 16, l’addetto alla tavola, è appassionato di apparecchiature e poi mio marito che ha la pazienza di assecondare che tutto ciò avvenga. In cucina però lo scettro è solo mio: loro entrano giusto per mangiare». Un’arte del ricevere che ha imparato da sola: «Tra i 25 e i 30 anni mi sono fatta una cultura di bric-à-brac, spaiato, tessuti e abbinamenti. Ci sono donne che collezionano scarpe, io servizi di piatti e tovaglie».

L’ABETE GIUSTO

«L’albero deve rispecchiare il nostro modo di essere. Sul mio che è finto, scelta ecologica oltre che economica, ci sono 3 tipi di decorazioni: palline retrò collezionate durante viaggi, grandi fiocchi di tessuto, biscotti fatti a mano appesi con lo spago. Le lucine sono rigorosamente bianche, calde e più facili da abbinare. L’abete monocolore? Può essere adatto in una casa molto colorata con tende a fiori o divani a righe per intenderci. Per coprire la base si può comprare uno scampolo di tessuto al mercato (anche un bel pezzo di velluto) e avvolgerlo attorno alla base. Oppure mettere l’albero dentro un grande vaso. Il puntale può essere una stella, ma anche un fiocco. Una bella idea è utilizzare un’ortensia seccata legata con lo spago a testa ingiù».

TOVAGLIA, FORCHETTE &CO.

«Pensate prima alla tavola e poi al menù. Se partite dal come apparecchierete, eviterete di trovarvi con pietanze da servire per le quali non avete le posate giuste o, semplicemente, i vassoi e lo spazio. Piatti, sottopiatti, piattini da dessert ed eventualmente da pane (non entrano? Non metteteli!). La tovaglia non deve essere mai sgualcita (ricordate il mollettone) e preferibilmente a tinta unita. I tovaglioli di carta? Vietati se hai più di 10 anni. Devono essere coordinati e piegati a rettangolo alla sinistra del piatto, o al centro dello stesso. A destra del sottopiatto vanno i coltelli e i cucchiai. A sinistra le forchette. Le posate si dispongono ai lati del piatto in modo che siano utilizzate partendo dall’esterno e procedendo verso l’interno. I bicchieri: massimo 3. Un tumbler per l’acqua, un calice da vino rosso e uno per il vino bianco. La flûte per le bollicine? Si usa per brindare in piedi. Ricordate caraffe per l’acqua e decanter per il vino. Il centrotavola è sempre il benvenuto, purché sia basso e senza profumo».

TESTATE LE PORTATE

«Io punto sulla tradizione con ricette che si ripetono ogni volta. A casa mia non può mai mancare ad esempio il filetto alla Wellington e i truffle, i cioccolatini rotolati nel cacao. Il mio consiglio è di non entrare in ansia per voler fare bella figura: fate ricette testate prima».

E A CAPODANNO? BUFFET

«La notte di San Silvestro spesso si opta per un buffet in piedi. Giusto avere una maggiore attenzione per il Covid, il che non giustifica però atteggiamenti sbagliati, tipo far levare le scarpe agli ospiti (assolutamente vietato!). È bene seguire degli accorgimenti, ad esempio mettere nel bagno dei ospiti un flaconcino di gel disinfettante. Valutate le stoviglie che avete in casa prima di decidere il menù: meglio puntare sul finger food per evitare di correre in cucina a lavare i piatti. Nel buffet non devono mai esserci i coltelli, perché dover tagliare una pietanza risulterebbe difficile. Per i secondi optate dunque per un filetto a cubetti, uno spezzatino, del salmone. Per i primi: risotti, pasta al forno, sformati. Vestitevi eleganti (ma sobri) e tenete il cellulare in tasca: le feste vanno accolte con stile. E certi dettagli si notano».

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Ultimo aggiornamento: 26 Novembre, 12:44 © RIPRODUZIONE RISERVATA