Nell'armadio dell'attrice Lucia Mascino: «A mio agio solo con jeans e maglione». E le Jimmy Choo

Mercoledì 27 Ottobre 2021 di Veronica Timperi
Lucia Mascino in abiti Federica Tosi (foto @martinamariottiph)

Volto d’angelo, occhi e sorriso che esprimono tutta la sua solare semplicità. Lucia Mascino, marchigiana classe 1977, è un’attrice a 360 gradi, dal teatro al cinema fino alla tv. Protagonista nei Delitti del Barlume, e in Favola, con il suo incedere glam sul tacco 12, per poi trasformarsi nella serie tv Suburra. Trasformazioni ed esplorazioni che sta tentando anche nel suo armadio, finora popolato da capi basici ed easy. Nel 2022 la vedremo su Amazon tra i protagonisti della serie Bang Bang Baby, adesso è a Teatro, fino al 30 ottobre al Parenti di Milano, con Filippo Timi in Promenade de santé del regista Giuseppe Piccioni.

 

Qual è il suo rapporto con la moda?

«Sto imparando a fare le stanghette delle t. Come se fossi in prima elementare metaforicamente parlando. A casa mia trionfava la praticità, ci si copriva più che vestiva. A parte mio nonno Lillo che indossava pantaloni bianchi e cappelli inclinati. Fare l’attrice mi ha obbligato a fare i conti con il mio grado zero di conoscenza della moda. Strano perché amo i colori e dipingendo ne conosco le composizioni, questo potrebbe aiutare per gli abbinamenti, ma la moda è un sistema più complesso e non basta la conoscenza dei colori».

Nel suo armadio ordine o caos?

«Un certo ordine che si incasina in fretta e devo rimetterci mano. Da pochi mesi, però, ho una cabina armadio con porta scorrevole silenziosa. Cambia tutto, molto piacevole. Un armadio in cui entrare dentro. Una buona partenza».

Si è mai regalata momenti di shopping sfrenato?

«Più che shopping sfrenato li chiamerei più momenti di attacco frontale in cui, in poche ore, provo a risolvere una stagione. Poi ogni tanto è bello entrare in un negozio e seguire lo slancio».

Come le piace vestire?

«Parto dal minimo indispensabile con la fatidica domanda: stare bene o stare a proprio agio? Il sentirsi a proprio agio magari viene dalle abitudini e magari qualche volta si può osare un piccolo cambiamento senza snaturarsi».

Un esempio?

«Io sono a mio agio vestita semplicemente, jeans e maglione, tutt’al più uno stivaletto, ma forse è abitudine. Ho fatto qualche esplorazione in più e mi è piaciuto. Ma l’eccesso di costruzione dell’immagine da fuori non mi interessa affatto, un camuffamento più che un’espressione di sé».

Come definirebbe il suo stile?

«Direi tendente al rock. Anche se stranamente sto bene anche nel classico, ma non è il mio primo istinto. Ecco, mi piace lo stile che aveva Diane Keaton al tempo di Io e Annie di Woody Allen».

Quanto si sente sensuale e quanto goffa?

«La giacca di pelle è sensuale. Il maglione a pelle viva sotto, anche. Mi sento sensuale quando la mia energia è libera di circolare. Quando sento che non inseguo un modello di sensualità ma trovo la mia. Allora sento l’energia muoversi dalle gambe agli occhi, dalla schiena alle mani e poi uscire fuori. Goffa mi ci sento tutte le volte che metto qualcosa in cui non mi ci so muovere, che mi ha impagliato».

Ha un indumento a cui non rinuncerebbe mai?

«A qualcosa di jeans non ci rinuncerei».

E uno che non vorrebbe indossare per nessuna ragione al mondo?

«Decisamente le giacche con le spalline, a meno che non sia di scena, e poi capi con troppi volant o troppo pizzo».

C’è un capo o un accessorio che usa come porta fortuna?

«I vestiti di un provino a cui mi hanno preso. Tipo i jeans che avevo al provino di Una mamma imperfetta ma anche quello che ho indossato a un provino importante in cui non sono stata presa. Rimane lo stesso con me. Tengo tutto in un contenitore di stoffa con scritto sopra “T” di teatro. E poi ci sono abiti del mio passato a cui sono legata. Poche cose ma che conservo da sempre. Due tre magliette, un abito lungo a pantalone, marrone quasi verde che usavo a 17 anni. Lo voglio ancora con me».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

I preferiti di Lucia Mascino

LA CAPPA

«Ultimamente ho scoperto i blazer, ne ho comprato uno anche ieri. Stanno bene anche sotto i cappotti e le cappe color cammello come quella Max Mara per cui ho un debole, forse perché sono nata in inverno».

LE SCARPE

«Io sono per il tacco medio o alto, come i sandali Minny di Jimmy Choo. Mi piace come cambiano la postura e l’andamento. Un tacco minimo di 6 cm è necessario, mi proietta in avanti».

IL MAGLIONE

«Mi piace vestire easy, con un bel maglione, in uno dei colori che mi dona di più, il blu o il rosso, come il modello in cashmere Falconeri».

LA GIACCA DI PELLE

«Quando sono giù indosso la mia giacca di pelle rosso bordeaux comprata a Firenze anni fa con stampato ‘Lu’ in oro all’interno accanto alla cerniera».

Ultimo aggiornamento: 15 Novembre, 09:18 © RIPRODUZIONE RISERVATA