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La produttrice Camilla Nesbitt: «Ris e Zalone, così ho conquistato la Francia»

Mercoledì 27 Luglio 2022 di ALVARO MORETTI
La produttrice Camilla Nesbitt: «Ris e Zalone, così ho conquistato la Francia»

La Taodue è nell’altra scala di questo palazzo nel quartiere Prati, a due passi dal Lungotevere.

Perché questa è la storia di CamFilm e di Camilla Nesbitt, una storia parallela rispetto a quella scritta col compagno Pietro Valsecchi, fatta di grandissimi successi e record d’incasso, come quello inarrivabile di Quo Vado e di altri film di Checco Zalone. Una storia che parte con una parete piena di fogli excel stampati: sono i conti giorno per giorno di produzione del Patriarca, la serie con e di Claudio Amendola che stanno girando. «Bisogna sapere tutto di un set: costi e umori». «Nel 2008 io e Pietro abbiamo ceduto a Mediaset. Sono rimasta amministratore fino ad aprile 2021, poi scaduto il contratto stop pur rimanendo in rapporti eccellenti - dice Nesbitt -. Io avevo bisogno di una mia dimensione e di potermi dedicare a progetti miei: non solo il 50 per cento di Taodue”. Produce dal 1987. Ora di produttrici ce ne sono tante, è quasi un fenomeno. «Allora non era così, certo. Spesso accade che le idee brillanti di noi donne non appaiano così brillanti come quando vengono narrate da una voce maschile... Ma – oltre gli ostacoli – io avevo il mio modello: Marina Cicogna. Una donna libera, cosmopolita, dagli interessi molteplici, forte che ha portato all’Oscar Indagine su un  Cittadino al sopra di ogni sospetto di Petri».

LE SCELTE

Chi sceglie, fa di conto e determina nel mondo del cinema è il produttore: è lui che viene chiamato a ritirare l’Oscar a Hollywood non a caso. E in qualche modo determina anche il costume culturale scegliendo artisti e copioni. «Quando con Taodue abbiamo prodotto Distretto di Polizia dovevamo avere un commissario uomo, ma la scelta di Isabella Ferrari per quel ruolo nelle prime due stagioni segnò un cambio di costume nella tv popolare italiana. Poi venne Claudia Pandolfi e Giulia Michelini, Simona Cavallari per la Squadra Antimafia. L’argine era rotto e ora vedere la serie con la Cortellesi che fa Petra, la pm Tataranni o Lolita Lobosco mi dà soddisfazione».

Con Valsecchi (niente nozze, ostinatamente, da 31 anni) hanno aperto un canale nuovo, anzi riaperto un canale antico, con la Francia. Portare Oltralpe i remake dei blockbuster italiani, superando una certa ritrosia francese: «Perfetti Sconosciuti - Le Jeu, così s’intitola in Francia, ha staccato oltre 1,7 milioni di biglietti... Quel successo ci ha reso credibili agli occhi di una cinematografia diffidente verso l’Italia. Ora abbiamo portato Quo Vado lì (nel 2022 è il primo film francese al boxoffice dopo tre blockbuster americani, ndr). Con Ris siamo stati la prima serialità francese, un successo durato 8 anni. La difficoltà di trovare un alter ego di Zalone, un genio assoluto che adora chiamarmi Mamma Vintage, l’abbiamo risolta con un grande della commedia francese, Jerome Commandeur, che ha origini italiani e capisce la nostra lingua e ha subito capito lo spirito di Checco. Irréductible, il titolo del film, prende lo spirito del posto fisso sentitissimo come status symbol anche in Francia. Macron, in campagna elettorale, seppe dell’uscita del film e ha promesso di proiettarlo all’Eliseo. In ogni caso ha già vinto la sua gara: premio al festival della commedia dell’Alpe d’Huez, quasi un Oscar del genere in Francia, grandi risate al Grand Rex, il mitico cinema parigino, per l’anteprima. Hanno aggiunto una bimba che somiglia alla Le Pen: ridevano tutti in sala».

PASSIONI

 La prossima sfida prevede una produzione di una commedia romantica («con una protagonista al femminile») e Helgoland, tratto dal bestseller di Carlo Rovelli, ma anche dare seguito alle passioni di una vita: l’arte (le case di Roma e della Tuscia sono cenacoli aperti) e la moda. Con la serie Made in Italy, che raccontava la nascita del fenomeno del pret-a-porter nella Milano degli anni ‘70 accompagnava attrici e attori anche alle prove costumi. Vedere come un attore o attrice si veste fa parte del personaggio, “conta nel racconto, è già il racconto». E la lettera di felicità di Armani è un premio. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Ultimo aggiornamento: 28 Luglio, 07:55 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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