Alessandro Michele verso l'addio a Gucci? L'indiscrezione trapela, attesa per l'annuncio

Secondo il sito WWD il direttore creativo di Gucci dal 2015 potrebbe salutare definitivamente la maison del gruppo Kering.

Mercoledì 23 Novembre 2022 di Costanza Ignazzi
Alessandro Michele lascia Gucci? Le indiscrezioni sul (presunto) addio. Scelta personale o divergenze con la proprietà?

Alessandro Michele lascia Gucci? Il rumor, lanciato da WWD, rimbalza ovunque e l'annuncio ufficiale potrebbe arrivare a breve. Dietro il (per ora presunto) addio, una divergenza con la proprietà del brand. «Gli è stato chiesto di iniziare un'importante inversione creativa» cosa che Michele, molto legato al proprio specifico immaginario, non avrebbe voluto fare. Secondo WWD sarebbe proprio François-Henri Pinault, ceo di Kering, a cercare un cambiamento per la maison di punta del gruppo. Un po' come è avvenuto per Bottega Veneta dove Daniel Lee è stato gentilmente "accompagnato" alla porta per fare spazio a Matthieu Blazy.  

La carriera e i numeri

Lo stilista romano, classe 1972, è stato nominato direttore creativo di Gucci nel gennaio 2015 al posto di Frida Giannini. La leggenda narra che il ceo Marco Bizzarri, all'epoca appena nominato, gli abbia dato una settimana di tempo per preparare lo show della collezione uomo di Gucci, la casa di moda in cui Michele già lavorava dal 2002. Fu l'inizio di una storia di successo, che permise al designer di rilanciare l'immagine del brand, con uno stile innovativo.

 

Ad oggi, sebbene i tassi di crescita di Gucci siano lontani dai livelli quasi da capogiro di qualche anno fa, la casa fiorentina gioca la parte del leone nel gruppo francese. Nel terzo trimestre 2022 il fatturato complessivo della holding che fa capo alla famiglia Pinault è stato di 5,137 miliardi di euro (+23% sullo stesso periodo del 2021 e +14% su base comparabile), mentre quello della sola Gucci ha raggiunto un giro d'affari di 2,581 miliardi. La crescita del marchio, però, è stata inferiore a quella del gruppo, pari al 18% o al 9% su basi comparabili. Potrebbe esserci il calo (comunque fisiologico) dietro la volontà dell'azienda di cambiare rotta? Da Gucci per ora bocche cucite. L'addio sembra confermato, ma le motivazioni restano ignote.

L'immaginario

I reggicalze dei Maneskin, Harry Styles che volteggia sulle copertine in abito con maniche a sbuffo, cappelli a falda larga e borse no gender: sono solo alcuni degli elementi con i quali Alessandro Michele ha reso Gucci (di nuovo) riconoscibile. Fluidità, poesia, passione per l'antichità e per i classici. Un indissolubile legame con Roma, la città dove è nato e cresciuto, cementata da iniziative che legano la maison alla Capitale (la sfilata ai Musei Capitolini, il restauro della Rupe Tarpea) ma anche da una serie di luoghi "cult" per lui di ispirazione come, ad esempio, l'Antica Libreria Cascianelli in Largo Febo, alle spalle di piazza Navona. Per la sua prima campagna, la primavera-estate del 2017, ha fatto passeggiare le giraffe nel Parco degli Acquedotti sulle note di "Amore disperato". E alla fine dell'ultima sfilata ha alzato un "velo" rivelando due sale identiche e 68 coppie di gemelli in passerella, tutti rigorosamente vestiti uguali. Principe dello stile bohémien, star dalla leggendaria riservatezza ma personaggio amatissimo dei social. Forse il primo, dopo Tom Ford, a riportare la storica maison Gucci agli antichi fasti. E ora? 

Ultimo aggiornamento: 13:54 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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