#MeToo, l'attrice Rose McGowan fa causa a Weinstein e ai suoi avvocati: «Minacce per mettermi a tacere»

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Rose McGowan con Asia Argento
L'attrice Rose McGowan ha fatto causa presso un tribunale di Los Angeles al produttore Harvey Weinstein e a due dei suoi ex legali per aver tentato di metterla a tacere minacciando di fermare la sua carriera se lei lo avesse denunciato per molestie sessuali e stupro.

L'azione legale nomina oltre a Weinstein gli avvocati David Boies e Lisa Bloom, i loro studio legali e la società di intelligence israeliana Black Cube assunta dal produttore. McGowan riporta episodi che sarebbero avvenuti mentre l'attrice, tra le prime a venire allo scoperto contro Weinstein, si preparava a denunciarlo. Le nuove accuse fanno seguito all'uscita di nuovi libri sulla storia del movimento #MeToo tra cui quello di Ronan Farrow, «Catch and Kill», sulle tattiche usate da Weinstein e dai suoi collaboratori per mettere a tacere le accusatrici. «Harvey Weinstein è stato in grado di compiere e insabbiare per decenni atti di violenza e controllo sulle donne usando un sofisticato team che lavorava con lui per mettere sistematicamente a tacere e screditare le vittime», afferma l'attrice in un comunicato: «Rifiuto di farmi intimidire ulteriormente». Attraverso l'attuale avvocato, Phyllis Kupferstein, Weinstein ha preso le distanze: «La McGowan va solo in caccia di pubblicità e di soldi». Il produttore dovrebbe essere processato in gennaio per lo stupro di una donna non identificata commesso nel 2013 e un'aggressione sessuale su un'altra donna risalenti al 2006. 
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Giovedì 24 Ottobre 2019, 16:52






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