Perché non è giusto pubblicare le foto delle maestre accusate di aver maltrattate i bimbi

PER APPROFONDIRE: asilo, maestre, papetti, pordenone
Egregio Direttore,
fa rabbrividire la notizia dei maltrattamenti subiti dai piccoli di Zoppola, in provincia di Pordenone, da parte delle maestre. Le persone (maestre, assistenti, infermieri ecc.) preposte alla cura dei soggetti più vulnerabili (non solo bambini ma anche, per esempio, anziani e disabili) che abusano di loro non meritano alcuna clemenza. I loro volti, le loro generalità complete meritano la prima pagina del giornale. Lo so, in questi casi sarebbe più appropriato usare il condizionale, ma son troppo indignata. Questo per due motivi: per poter essere riconosciute da tutti, ma anche e soprattutto per tutelare i numerosi operatori (fortunatamente la maggior parte) che quotidianamente si dedicano alla cura dei più deboli con amore, passione e professionalità.

Anna Maria Maluta
Fontanafredda (Pn)


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Cara lettrice,
quanto è accaduto nella scuola per l'infanzia di Orcenico Superiore fa davvero venire i brividi: venti bambini tra i due e i sei anni sarebbero stati oggetto di maltrattamenti da parte di quattro insegnanti e una bidella. I filmati dei carabinieri non lascerebbero dubbi su quanto succedeva dentro le mura di quella scuola. Capisco quindi i suoi sentimenti. Lei dice: non meritano clemenza. Ha ragione. Alcuni anni fa Giorgio Gaber, rispondendo a un'intervista, disse che: «Al posto dell'indignazione e della rabbia, ci è stata instillata l'ipocrisia della bontà, di una solidarietà fatta su misura per mettere a posto le coscienze». Ecco, noi non siamo e non vogliamo essere ipocriti. E neppure nascondere l'odiosa gravita di ciò che è avvenuto in quella scuola. Ma crediamo, o almeno cerchiamo di avere un senso della civiltà e un rispetto della persona ben diverse da quelli delle maestre violente di quella scuola d'infanzia.

Se hanno commesso ciò si cui sono accusate, speriamo che quelle insegnanti vengano punite con il massimo della pena prevista dai nostri codici. E che le loro foto ci vengano messe a disposizione per poterle pubblicare. Ma se sono colpevoli, tutte e in egual modo, deve stabilirlo prima un tribunale, non noi. Loro, se è vero ciò di cui sono accusate, hanno colpito degli innocenti. Noi non vogliamo correre il rischio di farlo. Non siamo come loro.
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Martedì 6 Marzo 2018, 05:05






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5 di 8 commenti presenti
2018-03-07 12:34:46
Giusto. Lo Stato deve garantire un giusto processo ed una condanna certa. Ma se io fossi il genitore di uno di quei bambini picchiati e maltrattati, non aspetterei i tempi della giustizia, questo è certo.
2018-03-07 09:34:00
Vi è la registrazione video e quindi non vi sono dubbi della loro colpevolezza ma.....se trovano un giudice che dice loro brave,non avete colpe? Può capitare,al giorno d'oggi con tanti buoni giudici?
2018-03-07 07:27:06
Purtroppo, sig. Direttore, il suo è il solito pseudo buonismo all’italiana, il termine sarebbe diverso e molto volgare e non passerebbe, vede direttore per colpa di certe persone “ molto intelligenti e profondamente democratiche” siamo passati dalla gogna alla protezione assoluta dei delinquenti a scapito totale dei comuni cittadini. Mi scusi ma non mi convince propio per niente la sua risposta, è ora che i delinquenti tornino ad essere trattati per quello che sono. Come tutti quelli di una certa età anche io ho seguito tramite i media di allora alle condanne di chi rubava per fame e ne sono stato giustamente scandalizzato. Ma da li alla impunità ce ne passa.
2018-03-06 19:59:48
... è vero, non siamo come loro, bensì " coprendole " peggio.. quelle immagini sono fotografie non dipinti opinabili. nessun dubbio, nessuna scriminante. nessuna pietà..
2018-03-06 17:51:54
"Se hanno commesso ciò si cui sono accusate" Beh, il video non mente..