Chi cambia partito deve dimettersi, ma sui casi di coscienza un parlamentare deve poter votare liberamente

PER APPROFONDIRE: contratto, elezioni, mandato, papetti, vincolo
Egregio direttore,
deputati e senatori esercitano la loro funzione senza vincolo di mandato, afferma la Costituzione. Nei programmi del governo che forse nascerà prossimamente si parla di abolizione di questo principio che è nato come elemento essenziale della democrazia rappresentativa. La ratio è ovviamente legata all'ingente cambiamento di casacca di tanti parlamentari, molto mobili anche da un estremo all'alto dello schieramento politico, a volte comprati, in cerca della carega o della rielezione, comunque favoriti dalla caduta delle ideologie. Ma. è un provvedimento giusto? Temo che trasformismo e mobilità siano una conferma di una selezione carente dei nostri rappresentanti in Parlamento, molto più basata sull'adesione all'uno o all'altro leader di partito/movimento che all'esperienza e alla rappresentatività del territorio. Io credo che bisognerebbe puntare ad una migliore selezione dei nostri rappresentanti anziché abolire il vincolo di mandato. A cosa servono un migliaio di portaborse o di yesmen. Sono un costo inutile, casca il concetto di democrazia.
Aldo Mariconda
Venezia


Caro lettore
l'assenza di vincolo di mandato prevista dall'articolo 67 della Costituzione venne introdotto come presidio democratico per consentire ai parlamentari di votare liberamente, anche in modo diverso dal proprio partito, quando si presentano casi di coscienza o vanno assunte decisioni su temi particolarmente delicati sul piano etico. È un principio importante, che va mantenuto e difeso perché deputati e senatori sono rappresentanti del popolo e non possono essere equiparati a soldatini agli ordini del leader di turno, magari neppure eletto. Purtroppo soprattutto negli ultimi anni l'assenza del vincolo di mandato è stata usata da tantissimi onorevoli per cambiar casacca (10 al mese in media nell'ultima legislatura) secondo convenienze ed opportunità del momento. Per questo credo sia giusto mantenere l'assenza del vincolo di mandato ma stabilire il principio che chi abbandona il proprio gruppo per passare a un altro partito, debba automaticamente decadere dal ruolo di parlamentare. Per rispetto degli elettori e anche per non falsare l'esito del voto.
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Sabato 19 Maggio 2018, 05:04






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5 di 13 commenti presenti
2018-05-20 13:28:49
"senza vincolo di mandato" e' chiaramente stato ABUSATO IMPUNEMENTE dai ns. parlamentari che, una volta eletti, neppure si sognano SPESSO di redicontare a NESSUNO ne' al loro partito originario ne' ai loro elettori le loro azioni, e i loro voti sono "in vendita" secondo principi che non sono comunicati e verificati CON nessuno. Questo avviene per ca un terzo del parlamento. Significa ca 300 "rappresntanti" che non rappresentano piu' i loro elettori. Questo e' semplicemente INACCETTABILE per ogni democrazia rappresentativa come e' l'Italia, dove OGNI parlamentare dovrebbe rappresentare i propri elettori e dovrebbe loro redicontare ogni suo operato.
2018-05-20 12:17:48
A parte che il vincolo di mandato era una norma in vigore durante il fascismo, il che la dice lunga, mi meraviglio che gli strenui difensori della Costituzione in primis grillini e lagaioli, ora fanno finta di pomi e siccome hanno vinto le elezioni pensano di essere i padroni, calma e gesso, anche perchè dovrebbero essere i partiti politici ad essere coerenti e restare nell'alveo delle loro idee, ma se la lega da federalista diventa nazionalista e i grillini dallo streaming passano alle stanze buie della Casaleggio associati, penso che gli eletti abbiano tutto il diritto di cambiare casacca.
2018-05-20 12:00:32
Cari amici Il problema non è il vincolo di mandato Il popolo dovrebbe essere giudice e pertanto fatti rieleggere nello stesso luogo o collegio. Nient'altro . Questa è democrazia. Tutto il resto è fuffa
2018-05-20 11:00:32
a direttò, scarsino in materia di princìpi della democrazia eh? Come lo chiami se non vincolo di mandato quello che proponi? il vincolo di mandato deve essere con gli elettori, non col partito, e la disdetta la danno le urne. E' sul sistema che agli elettori impone le decisioni dei partiti che bisogna intervenire.
2018-05-20 09:39:04
Il politico viene votato dalla popolo non dai partiti, deve essere libero di cambiare se vede che il suo partito non fa gli interessi di chi lo ha votato, e il principio della democrazia. E assurdo vedere un partico comandare da uno o due persone e sotto di loro una schiera di yes-man.