Vetro ma non solo: quelle aziende invisibili per le quali la ripartenza non è mai iniziata

Giovedì 9 Luglio 2020

Caro direttore,
ci sono intere categorie di lavoratori che sono state dimenticate, potrei definirle come gli invisibili. Una di queste è la categoria del vetro a lume, spesso ditte individuali che, sommate ai lavoratori di perle, formano un tessuto produttivo artigianale importante tra Murano, Venezia, Burano e anche la terraferma. Centinaia di famiglie che vivevano del loro lavoro con la loro produzione legata quasi esclusivamente al turismo. Oltre a questa pandemia però dobbiamo ricordare che queste piccole aziende già soffrivano da mesi causa acque alte eccezionali dei mesi precedenti al Covid. A Roma non sanno neanche che esistiamo ma non solo a Roma. Nel mio piccolo, ho lanciato allarmi ma evidentemente l'interesse per noi non c'è. Qualcuno diceva a reti unificate che nessuno sarebbe rimasto indietro ma a noi nessuno ha pensato. Forse non sanno che esistiamo. È inutile pensare che adesso con l'allentamento delle restrizioni, possiamo tornare a lavorare perché finché non torneranno i turisti a Venezia e i negozi non cominceranno a vendere, noi non cominceremo a lavorare. Lancio un appello a tutte le istituzioni a partire dal Comune di Venezia passando per la Regione Veneto e per finire al Governo italiano affinché siano prese misure urgenti per aiutare piccole realtà come le nostre. 

Mauro Bon

Caro lettore,
raccogliamo il suo grido d'aiuto. Che non è solo quello di categorie, storicamente e culturalmente importanti, come quelle degli artigiani del vetro a lume o dei lavoratori di perle di Venezia o dei territori circostanti. Ma di intere fette del nostro mondo produttivo, per le quali può essere applicata l'efficace definizione di invisibili. Imprese, spesso piccole, per le quali l'onda lunga della crisi economico-sanitaria non si è ancora fermata e continua a far sentire i suoi negativi effetti. Aziende rimaste senza lavoro, che non hanno ancora conosciuto la ripartenza. Perché il loro mercato è tuttora fermo. E manca anche una chiara prospettiva. Come tutte le crisi, anche questa, pur così particolare, ha colpito in modo molto differenziato. C'è chi ha pagato un duro colpo, ma con l'avvio della Fase 2 si è rialzato. C'è anche chi non ne ha risentito affatto e ha visto anzi i suoi affari incrementarsi. E c'è chi infine, come chi opera nel vostro settore, si trova ancora in mezzo al guado e soffre non solo della mancanza di lavoro, ma anche di attenzione e di sostegni efficaci. La ragione è soprattutto una: le misure finora messe in campo risultano poco o nulla efficaci per alcuni segmenti produttivi. Per i quali servirebbero invece interventi su misura. Che consentano a tante imprese di non sentirsi più invisibili, ma di tornare a vedere un futuro. 

Ultimo aggiornamento: 11 Luglio, 16:06 © RIPRODUZIONE RISERVATA