Anziani e non solo "esclusi" dal vaccino:un caos che proseguirà finché le dosi continueranno a scarseggiare

Martedì 2 Marzo 2021
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Egregio Direttore,
segnalo quello che sta vivendo parte del personale scolastico in servizio. Sono in atto le vaccinazioni del personale nato dopo il 1956; per il personale nato anteriormente il 1956 nessuno tra gli interpellati è stato in grado di dirmi quando verremo vaccinati. È giusto che persone di 66-67 anni in servizio nelle classi e quindi esposte ad alto rischio di contagio, non solo non abbia avuto la priorità rispetto ai più giovani, ma non sappia quando verrà protetto dal rischio?


Anna Rizzo
 

Cara lettrice,
certo che lei dovrebbe sapere quando verrà vaccinata. Come lo dovrebbero sapere tante altre persone che per il lavoro che fanno o per la loro età avanzata sono in attesa di conoscere la data in cui verranno sottoposti almeno alla prima dose. Il problema è che i vaccini non ci sono. Che per ora sono arrivate alle Regioni meno della metà delle dosi previste da Europa e governo e quindi la programmazione delle vaccinazioni si è fermata o è stata necessariamente rallentata. La realtà è che finché non potremo contare su un piano di consegne adeguato e certo di vaccini (che sia l'Europa o qualcun altro a garantirlo poco importa a questo punto) sarà impossibile fare quello che sarebbe necessario: cioè vaccinare gran parte della popolazione nell'arco di 4-5 mesi. Con poche dosi a disposizione scatta invece la corsa e la caccia all'immunizzazione e ciascuno, dal suo punto di vista, ritiene di aver diritto ad essere vaccinato prima di altri. Nel suo caso poi mi sembra di intuire che il vaccino previsto sia quello di AstraZeneca che, per ora, non può essere usato per chi ha più di 65 anni, quindi se lei è nata prima del 1956 ne è esclusa. Un ulteriore problema. Lei dirà: ma almeno mi dicano quando toccherà a me. Vero. Ma temo che in questo momento equivarrebbe a indicare solo date a caso. Come dimostra il caso della Regione Lombardia che in questi giorni sta inviando un sms ai suoi cittadini con più di 80 anni che avevano già prenotato la loro vaccinazione e avevano segnato in agenda il giorno in cui sarebbero stati immunizzati. L'sms recita così: Caro cittadino, cara cittadina siamo consapevoli che il tuo appuntamento per la vaccinazione sta subendo ritardi a causa delle ridotte consegne. Faremo il possibile per assicurarti quanto prima la convocazione. Intanto scusaci per l'inconveniente. So che questa mia risposta non l'ha resa più ottimista e non le ha dato alcuna certezza su quando potrà essere vaccinata. Ma questa, purtroppo, è la realtà dei fatti. Speriamo possa rapidamente cambiare.

Ultimo aggiornamento: 14:29 © RIPRODUZIONE RISERVATA