Sono proprio i dati richiamati dai no vax che dimostrano l'efficacia dei vaccini

Sabato 19 Giugno 2021
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Egregio Direttore,
due giorni fa è apparsa sul Corriere della Sera la notizia che in Lombardia 18.175 cittadini risultano positivi dopo essere stati vaccinati, di cui la maggior parte con il siero Pfeizer. Abbiamo 13.225 positivi dopo la prima dose e 4.950 con il ciclo completo. Qualcuno direbbe Beh, con la seconda dose riduciamo più della metà i casi positivi pertanto offrono una buona copertura. Ma in realtà in Lombardia sono stati somministrati 5 milioni in prima dose e 2 milioni hanno completato il ciclo vaccinale, quindi se andiamo ad osservare il tasso di positività è lo 0,26 % con la prima dose e lo 0,24% con la seconda dose. Se il vaccino protegge dalle forme gravi della malattia e non dal contagio che senso ha vaccinare chi in ogni caso non sviluppa le forme gravi della malattia, come gli adolescenti ed i giovani adulti? Inoltre, visto e considerato che il vaccino non protegge dal contagio, perché sul suo giornale si continua a scrivere che si raggiunge l'immunizzazione? Sarebbe tempo che lei chiarisse la situazione.

Giacomo Mason

Caro lettore,
a me pare che la situazione sia già chiarita dai dati che lei riporta: quei numeri dimostrano infatti l'esatto contrario di ciò che lei vorrebbe sostenere o far apparire. Sono infatti una prova evidente dell'elevata efficacia dei vaccini. Gli studi più autorevoli e approfonditi, come quello effettuato su 3.950 medici e infermieri americani, avevano indicato che il rischio di infezione si riduceva al 90% dopo due dosi e all'80% dopo una singola dose. Il tasso di positività dello 0,24% rilevato in Lombardia è dunque migliore rispetto a queste ed altre previsioni. Del resto nessuno ha mai affermato che i vaccini eliminavano al 100% il rischio di contagio, bensì che mettevano al riparo dalle conseguenze gravi del Covid, come è in effetti avvenuto e come dimostrano il crollo di malati in terapia intensiva e le morti da virus. Anche per questo è corretto parlare di immunizzazione. Perché quando, grazie al vaccino o per aver sviluppato anticorpi, gran parte di una popolazione è protetta nei confronti di una determinata malattia, si arriva a quella che viene definita immunità di comunità o di gregge, cioè un'immunizzazione quasi completa della popolazione che blocca la diffusione del virus garantendo maggior sicurezza anche alla fascia più debole e non vaccinata della società. Quanto infine all'opportunità di vaccinare giovani adulti e adolescenti, ci sono opinioni diverse. Una cosa è sicura: sarà opportuno ascoltare ciò che dicono e consigliano gli scienziati. Non i no vax dichiarati o mascherati.

Ultimo aggiornamento: 12:15 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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