Caccia ai vaccini, non confondiamo causa ed effetto: senza gli errori Ue le Regioni non si sarebbero mosse

Domenica 21 Febbraio 2021
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Gentile Direttore,
oggi sabato 20 il Gazzettino riferisce le parole di Zaia: «I Nas informati da noi il 12 febbraio». Ora le chiedo un cortese commento sulle notizie riferite, precedentemente, dal Gazzettino. Mercoledì 3 febbraio: «Zaia: Andiamoci a comprare i vaccini sul mercato». Martedì 9 febbraio: «Caccia ai vaccini (con sconto), 1 milione di dosi per il Veneto». Sabato 13 febbraio: «Il Veneto chiede ad Aifa l'ok per 4 milioni (di dosi)». Mercoledì 17 febbraio: «Zaia: Aspetto l'ok per i vaccini». A me sembra che tutte le notizie (o meglio gli annunci!) di cui sopra da parte di Zaia siano in contraddizione con la sua segnalazione ai Nas che sarebbe avvenuta il 12 febbraio, ma annunciata il 19, dopo un'escalation di prese di posizione che lo invitavano ad essere prudente e a fronte dell'iniziativa (fra le altre) della Procura di Perugia. Per quanto mi riguarda sono allibito di queste contrastanti affermazioni del presidente della Regione del Veneto. Sono curioso di conoscere l'opinione sua e della testata che lei dirige.


Maurizio Busatta
Belluno


Caro lettore,
credo che non si debba confondere la causa con l'effetto. All'origine di tutta questa vicenda c'è infatti un problema: gli errori clamorosi commessi dalla Ue nell'approvvigionamento dei vaccini. Errori ammessi chiaramente anche dalla presidente della Commissione europea. Come conseguenza ai singoli Paesi, e alle Regioni a cui compete l'organizzazione dei piani di vaccinazione, sono stati consegnate molte meno dosi rispetto a quelle previste. Per capirci: se avessimo a disposizione i vaccini necessari, in 4 mesi sarebbe possibile immunizzare tutti i veneti; con il ritmo attuale di consegne serviranno invece 2 anni. Tempi insostenibili, tenuto conto che altri Paesi stanno già vaccinando gran parte della loro popolazione. Per questo, a causa cioè delle mancate consegne, i presidenti delle regioni (non solo Zaia ma anche Bonaccini, Fedriga, De Luca e molti altri) si sono mossi per verificare, alla luce delle molte offerte che ricevevano da intermediari privati, se fosse possibile trovare sul mercato vaccini da comprare direttamente. Del resto lo ha fatto già la Germania acquistando autonomamente 30 milioni di dosi, al di fuori degli accordi europei. Zaia dal canto suo ha fatto anche informare i NAS dei Carabinieri dell'esistenza di queste offerte in modo che, se lo avessero ritenuto opportuno, potevano fare le verifiche necessarie. Questo è quanto. Si può ovviamente concordare o meno con questa linea di condotta, ma non mi sembra né contraddittoria né tantomeno poco trasparente. Quanto alle inchieste: quella di Roma riguarda esclusivamente un'offerta giunta al commissario Arcuri, quella di Perugia un'offerta ricevuta dalla regione Umbria e i documenti sequestrati non fanno emergere alcun contatto con il Veneto. Resta il fatto che se l'Europa avesse stipulato contratti con le case farmaceutiche più garantiti ed efficaci e i vaccini previsti fossero arrivati, oggi avremmo già alcune milioni di persone già vaccinate e nessun presidente di Regione (a cui, non dimentichiamolo, compete la responsabilità della salute pubblica) si sarebbe mosso per comprarli direttamente.

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