"Bruciare tutto", uno slogan da maneggiare con cura ma una modifica dei rapporti uomo-donna s'impone

Domenica 26 Novembre 2023
"Bruciare tutto", uno slogan da maneggiare con cura ma una modifica dei rapporti uomo-donna s'impone

Egregio Direttore,

nei mass media non si parla d'altro che della tragica morte di Giulia, e inevitabilmente le speculazioni politiche da più fronti con manifestazioni che utilizzano questa morte per fini diversi da quella che dovrebbe essere la tutela delle donne. In un volantino che è stato affisso in giro per Mestre, promosso dal Coordimento Studenti Medi, si invita a partecipare ad una manifestazione contro la violenza alle donne e a "bruciare tutto". Gli attivisti hanno criticato i giornali che attraverso titoli e articoli perpetrano queste violenze perchè ritengono il femminicidio come delitto passionale, ecc. ecc. Ma l'invito di bruciare tutto, anziché fare un minuto di silenzio per Giulia, non è forse istigazione alla violenza? E cosa centra la violenza alle donne con l'invito di bruciare tutto?


Giorgio Naia


Caro lettore,
capisco i suoi timori e le sue perplessità.

Lo slogan "bruciare tutto", che è spesso riecheggiato in questi giorni nelle manifestazioni contro la violenza sulle donne, può apparire pericolosamente ambiguo e violento. E in effetti lo è se qualcuno, e purtroppo non possiamo escluderlo, interpreta alla lettera queste parole incendiarie. È evidente che, se come ho letto in un manifesto di un gruppo di estrema sinistra, "bruciare tutto significa rovesciare il sistema capitalista che da sempre destina le donne a una doppia oppressione e sostituirlo con un sistema superiore..", lei ha ragione a preoccuparsi perché questo tipo di teorie non hanno creato nessun "sistema superiore", ma posto invece le premesse per stagioni di sangue e di morte, che vorremmo esserci lasciate definitivamente alle spalle.


Se invece "bruciare tutto" è un'espressione forte e volutamente provocatoria per andare oltre i classici minuti di silenzio e fare piazza pulita di comportamenti e culture maschiliste che sono purtroppo il brodo di coltura di tante violenze sulle donne e di tanti omicidi di ex mogli o di ex fidanzate, allora credo che vada valutato diversamente. Resta certamente uno slogan da maneggiare con cura (preferisco decisamente quello che recita "facciamo rumore per Giulia") e contiene un messaggio eccessivo e radicale. Ma se è vero che non c'è da bruciare tutto, e altrettanto vero che qualcosa da bruciare - nel senso di cancellare e modificare radicalmente-certamente c'è nel nostro modo di essere e di concepire i rapporti uomo-donna e nella cultura del possesso che anima ancora troppi maschi.


Speriamo che questa sia anche l'interpretazione che ne danno e ne daranno gli studenti medi che hanno organizzato questa manifestazione.

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