Certa sinistra usa la minaccia dell'Uomo nero per non fare i conti con la storia e con i propri ritardi

PER APPROFONDIRE: polemica, salone del libro, sinistra, torino
Egregio direttore,
la vicenda del salone di Torino con un editore che non si fa scrupolo alcuno di dichiarare la sua ammirazione per il fascismo e pubblica un libro su Matteo Salvini, mi convince che la nostra democrazia sta scivolando su una brutta china. Qualcuno dice che il fascismo è definitivamente morto, ma io credo che possa risorgere sotto altre forme. E quella di Salvini e della sua “nuova” Lega potrebbe essere una di queste. Lei cosa ne dice?

Angelo Ballan
Treviso


Caro lettore,
qualche giorno fa mi è capitato di leggere un intervento che Enrico Berlinguer pronunciò in un comitato centrale del Pci ( era il 20 febbario del 1984) contro Bettino Craxi. Il segretario comunista accusava il leader socialista di «esprimere una mentalità di regime, che ha più volte manifestato con la sua intolleranza verso il Parlamento». Non solo: «Il suo decreto è un attentato alle libertà dell’ordinamento democratico». E se non bastasse, ecco l’affondo finale: «Craxi logora il paese ed è avviato a determinare una crisi politico istituzionale dalle conseguenze imprevedibili». Non siamo alle accuse di socialfascismo che qualche anno prima erano state rivolte dal Pci a Giuseppe Saragat, reo di aver rotto l’unità a sinistra, ma poco ci manca. Perchè ricordo queste parole abbastanza “preistoriche”? Perchè è una storia che si ripete: ogni volta che la sinistra italiana - vetero, post o ex comunista - si trova di fronte un avversario che ne contrasta i disegni o la sconfigge sul piano elettorale, ecco che appare, minacciosa, l’immagine dell’Uomo nero, il nemico della democrazia che, come tale, va abbattuto. Accadde con Craxi, accadrà poi con Berlusconi e accade oggi con Salvini. È persino inutile soffermarsi sulle differenze di storia, pensiero e cultura politica che dividono un leader nato e cresciuto nel movimento socialista europeo come Craxi, dall’attuale capo leghista. Eppure entrambi sono finiti nella lista nera dei custodi della democrazia. Può sembrare paradossale, ma non lo è. Perchè la sinistra italiana, o almeno una parte importante di essa, ha spesso usato la minaccia dell’Uomo nero per demonizzare gli avversari ed evitare di fare i conti se non con la storia, almeno con la realtà politica. Ieri come oggi. L’emergenza del nostro tempo non è il ritorno del fascismo, ma le risposte a temi chiave del presente e del futuro: il disfacimento del ceto medio, lo spaesamento e le incognite dei flussi migratori crescenti, il destino di un’Europa ripiegata su se stessa di fronte alla globalizzazione e agli squilibri enormi che porta con sè. Di fronte a questo mondo mutante la sinistra appare incapace di offrire chiavi di letture e risposte originali. E se non le troverà non si salverà immaginando e inseguendo altri Uomini neri.
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Giovedì 9 Maggio 2019, 14:32






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5 di 17 commenti presenti
2019-05-10 13:05:13
Egregio Direttore, penso che non si possano prendere ad esempio le politiche di 50 anni fa e i discorsi pronunciati dai leaders di allora paragonando a quello che oggi è diventata la politica. Non si può fare finta di dimenticare cosa era il mondo di allora, diviso tra comunismo e capitalismo, oggi la storia stessa ha decretato che il capitalismo ( buono o cattivo) ha vinto e domina la scena mondiale, quindi il pericolo che corriamo oggi è di ricadere nel male assoluto che il capitalismo ha generato, cioè il nazi-fascsimo, per questo il lettore ha ragione quando mette in guardia sulle attuali politiche che alcuni partiti professano a piene mani senza considerare che anche il nuovo ( i grillini) sono nati e sono organizzati in un regime interno monolitico con un padre-padrone assoluto (Grillo e Casaleggio), che poi è il seme dell'autoritarismo. Il pericolo che corrono le democrazie capitaliste occidentali è quello perdere la loro prerogativa democratica e diventare sovranista ( che poi è un modo moderno di interpretare il totalitarismo), per questo è vero il contrario cioè è un ritorno palese del fascismo che ci obbliga a scendere in campo , magari non più con il termine antifascista, ma senz'altro come anti sovranisti e anti totalitari. Resistenza sempre.
2019-05-10 01:20:09
Magari il fascismo non tornerà, però ci sono politici che per raccattare voti lisciano il pelo ai nostalgici del fascismo, e questo è sbagliato, nessun politico che si rispetti dovrebbe richiamarsi ai valori del fascismo o lisciare il pelo ai nostalgici per prendere i voti.
2019-05-09 22:13:55
Il 26 maggio eserciterò , come milioni di miei Connazionali, il Diritto di voto per rinnovare il Parlamento Europeo. Rivoterò con entusiasmo e convinzione la Forza politica che si batte per la Legalità e la Democrazia. Una Forza politica di garanzia composta da persone perbene: serie, oneste, coerenti, tutte con la fedina penale pulita. Persone affidabili che si impegnano quotidianamente affinché i Diritti di tutti i Cittadini non vengano meno.
2019-05-10 10:15:02
Valla a raccontare a chi ha la terza narice ben aperta.
2019-05-10 10:38:57
Mi Dica quale è questa forza politica che la voto anch'io! Quelle attualmente sul mercato non mi pare abbiano queste caratteristiche.