Sanremo sarà anche la sagra dell'effimero, ma consente di lavorare a molti che altrimenti sarebbero disoccupati

Domenica 17 Gennaio 2021
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Ill.mo direttore,
Di fronte a un'Italia che soffre per i morti da Covid, per la perdita del lavoro, per l'incertezza professionale di tanti poveri commercianti, ristoratori e partite Iva, per la sofferenza degli anziani privati dei loro ultimi piaceri sociali, per il disagio dei giovani che non possono studiare in presenza, per l'incertezza di tutti verso un futuro sempre più precario, per lo squallore offerto da una classe politica inadeguata a tutto ma che difende a denti stretti i suoi 12mila euro mensili, per l'ingiustizia evidente tra garantito e precario, eccetera, ha senso che tra qualche settimana inizi il festival di Sanremo? La sagra dell'effimero? Lo spettacolo sul nulla? Con presentatori, ospiti e cantanti pagati a peso d'oro e attraverso tutta una coreografia di ipocrisia. A cominciare molto probabilmente da quella della serata iniziale dove verranno ripresi i temi della pandemia e dell'Italia che soffre, ma che ha comunque bisogno di sorridere e loro sono qui per questo.

Oscar De Gaspari
Treviso

Caro lettore,
non sono un appassionato di Sanremo e non ne apprezzo gli eccessi. Men che meno quelli economici. Ma il festival è un grande spettacolo popolare, seguito ogni anno da milioni di persone. Ed è un evento che dà anche lavoro a centinaia di persone, addetti di uno dei settori, quello dello spettacolo, che alla pandemia ha pagato uno dei prezzi più alti. Non dimentichiamolo: Sanremo non è solo star system. Dietro gli artisti e gli ospiti famosi c'è il lavoro oscuro di tantissimi uomini e donne di cui non conosceremo mai nome e cognome. Ma che senza Sanremo sarebbero disoccupati. Lei definisce il festival: la fiera dell'effimero. E se anche fosse? Anche in questi momenti difficili c'è il diritto a qualche ora di spensieratezza. E se questa spensieratezza a milioni di persone la regala Sanremo, perché scandalizzarsi? Non mi fraintenda: capisco il suo stato d'animo e le sue perplessità. Ma credo sia sbagliata la pretesa di negare a tutti coloro che lo desiderano un po' di divertimento televisivo. Anche in tempi di Covid.

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