Le polemiche sul ritorno della salma del re: un Paese deve saper fare i conti con la propria storia

PER APPROFONDIRE: papetti, re, salma
Caro direttore,
ci sono re e presidenti validi e re e presidenti invalidi. Ogni nazione ha avuto ed ha gli uni e gli altri. Il re italiano Vittorio Emanuele III firmò le leggi razziali, proposte da Mussolini, con tutte le crudeli conseguenze nei confronti dei cittadini italiani ebrei. Nessun perdono, nessuna giustificazione per questo, come nessun perdono e nessuna giustificazione per i promotori e gli autori delle pulizie etniche passate, presenti e future. Il re danese Cristiano X, durante l'occupazione tedesca della Danimarca, rimase imperterrito a Copenaghen e disse a Hitler: «Se i miei concittadini danesi ebrei dovranno mettere la stella gialla, allora la metterò anch'io». Continuò a cavalcare per le vie di Copenaghen con una decorazione in più sul petto: la stella gialla. Le SS rinunciarono ad imporre la stella gialla ai danesi ebrei. Nessun onore, nessun Pantheon alla salma di Vittorio Emanuele III che io definirei non più il re soldato bensì il re disertore: un re che tradì i suoi cittadini discriminandoli con le leggi razziali e, con la sua fuga da Roma, abbandonandoli, compresa sua figlia Mafalda, alla barbarie tedesca. Sia sufficiente a lui la sepoltura in Italia, grazie alla carità ebraica e cristiana. Pace all'anima sua.
Giuliano Sacco
Belluno



Caro lettore, un Paese è grande quando sa fare i conti fino in fondo con la propria storia. Con i giorni di gloria, ma anche e soprattutto con le pagine più buie. Senza spirito di vendetta, ma con consapevolezza del proprio passato e del proprio presente. Le responsabilità di Casa Savoia, per ciò che riguarda il Ventennio mussoliniano, sono gravi e incancellabili. La legittimazione della dittatura fascista, con tutto quello che ciò ha comportato, è una colpa non emendabile. Ma non andrebbe mai dimenticato che se il regime di Mussolini ha governato l'Italia per due decenni è anche perchè, per un lungo periodo, ha goduto di un alto consenso popolare. Non solo del consenso della casa regnante. Detto ciò, la democrazia italiana nel 2017 non può temere nè essere ossessionata da una salma. E per quanto fragile sia, la nostra repubblica non corre certo il rischio di subire il fascino postumo di una monarchia su cui il tribunale della storia ha già emesso la sua sentenza.
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Mercoledì 20 Dicembre 2017, 05:05






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5 di 23 commenti presenti
2017-12-21 15:01:39
Pietosa la lettera del sign. Giuliano Sacco...ideologica fino al midollo. Per coerenza allora dovrebbe rinunciare alla tredicesima, che è in salsa fascista...no? Ma per favore, ha ragione il direttore...la storia non si può mutare. Attinga, sign. Sacco, alla storia, e cerchi di imparare qualcosa di buono per il futuro a non commettere gli stessi errori... Poi, per par condicio, se non ricordo male a Torino c'è il viale UNIONE SOVIETICA. Il PCI alla morte di Stalin voleva tre giorni di lutto in Italia, l'unità ne parlò in termini immensi (uomo guida, faro delle nazioni, esempio da seguire, nessun uomo ha fatto così tanto per l'umanità...).... Cosa facciamo allora? Togliamo le statue degli imperatori romani, magari quella di Nerone o qualche altro che ci sta antipatico? Eliminiamo tutto quello in cui ognuno non si riconosce? Ma la peggior cosa di tutte....ma veramente, con tutti i casini che ci sono, il problema dell'Italia è una salma?
2017-12-21 11:14:30
POlemiche ridicole. La Francia di 1789 ed i successivi regimi non hanno mai conteatato le sepolture dei loro re in terra francese. Napoleone, vincitore poi reprobo, riposa aotto la cupola degli Invalides. Ma davvero pensiamo che siano così pericolosi i resti di regnanti defunti ? Un pò di serietà, per favore. Nel bene e nel male, queste spoglie appartengono alla Storia della nostra nazione.
2017-12-21 10:29:57
Anche solo fermandosi alla Grande Guerra, chi nominava i gran generali , compreso Cadorna?Abituati alle guerre ottocentesche del Risorgimento , mandavano all'assalto alla baionetta contro le moderne mitragliatrici in campi irti di filo spinato..e molti non tornarono ,ne' in barella o bara figurarsi in aereo.. neppure sepolti.Poi con tanti bei monumentoni si acquietarono la coscienza.
2017-12-21 07:54:51
Interessante sarebbe indagine storica sui previlegi economici di cui ha goduto la Gran Casa.Soprattutto dal 1922 in poi.Previlegi per cui ..si poteva chiudere un occhio e firmare.
2017-12-20 22:06:05
Oddio. A me risulta che i "bravi danesi" abbiano collaborato NON poco con gli invasori