Non sappiamo quanto durerà questo equilibrio precario ma la politica ci ha abituato alla commedia dell'arte

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Caro Direttore
qualunque spettatore, di fronte allo spettacolo offerto quotidianamente dei nostri leader politici, avrebbe l'impressione di trovarsi di fronte ad un film che non ha una fine, ad un'opera scritta da uno sceneggiatore che non ama gli epiloghi e non sa scrivere the end. Forse c'è un genere teatrale che meglio di ogni altro descrive la rappresentazione recitata attualmente sul palcoscenico politico-parlamentare italiano: quello della commedia dell'arte. Un copione recitato a braccio, sulla base di un canovaccio che si chiama contratto di governo, da parte di maschere che come i Brighella, i Balanzone, gli Arlecchini, si azzuffano dando l'impressione, o forse volendo dare l'impressione, che si sia giunti all'epilogo della storia, sapendo bene che la volontà vera è quella di allungare il brodo. Con il risultato di trasformare sempre più il nostro Paese nella Repubblica di Pulcinella.


Ivana Gobbo
Abano Terme


Cara lettrice,
viviamo una lunga e confusa fase di transizione politica e il governo giallo-verde, fondato su un'alleanza anomala e innaturale tra due forze politiche molto diverse e distanti tra di loro, ne è la plastica rappresentazione. Una maggioranza di governo di questo tipo e' naturalmente precaria ed esposta a tensioni quasi quotidiane, ma la sua forza è rappresentata dall'assenza di chiare alternative. Il risultato è lo spettacolo a cui assistiamo ormai da settimane: un giorno il governo sembra sul punto di crollare, il giorno dopo i rapporti tra Lega e M5s si rinsaldano, per sfilacciarsi di nuovo nelle ore successive. Fino a quando questo equilibrio precario terrà non lo sappiamo. E credo non lo sappiano neppure i protagonisti, cioè i leader dei due partiti di governo e il presidente del consiglio. Detto questo è anche bene ricordarsi che nel nostro Paese per alcuni decenni i governi duravano alcuni mesi, cadevano e poi si ricostituivano con gli stessi partiti come alleati. Insomma alla commedia dell'arte la nostra politica ci ha abituati da lungo tempo.
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Domenica 21 Luglio 2019, 12:50






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5 di 12 commenti presenti
2019-07-23 05:50:09
Durerà fino a quando il popolino si dimenticherà di quanto vermi erano quelli di prima!
2019-07-22 18:24:53
Per la prima volta esiste la possibilita' di un dialogo aperto tra Nord e Sud...Di Maio e' chiaro cio' che vuole(e lo ha avuto in buona parte);con Salvini e' meno chiaro cio' che vuole,ma bisogna dirci che ha contro di lui Di Maio,che ha dietro di lui il Sud compatto, per cominciare,il centralismo romano statalista e assistenzialista,la pubblica amministrazione,parte della magistratura...sara' difficilissimo trovare una sintesi tra i due poli avversi...Salvini e Di Maio hanno,come dimostrato da due elezioni, il mandato dal Popolo di dialogare….lo facciano!
2019-07-22 18:22:10
Per la verità ci sono stati più di 60 governi in 70 anni la maggior parte dei quali,tutti in transizione, non erano formati da forze politiche diverse e distanti tra loro.Il risultato è stato quello di aver creato il più alto debito pubblico,la più alta evasione fiscale in un paese dove dopo e non ostante tangentopoli la mazzetta e la corruzione erano e sono,indistintamente,un sistema che non si può lasciar passare per commedia.
2019-07-22 14:56:28
E a fare da terreno di cultura ci pensano i media, vero? Mi chiedevo? Ma Bibbiano?
2019-07-22 12:41:00
Meglio la commedia che la tragedia di avere un governo con PD e Berlusconi.