Strategia e leadership: la doppia lacuna del Pd che lo rende succube del premier Conte

Domenica 24 Gennaio 2021
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Caro direttore,
forse ci vorrebbe Sigmund Freud per spiegare l'arroccamento del Pd nella difesa del premier Giuseppe Conte e la pervicacia con cui persegue l'alleanza con il Movimento 5Stelle. Relativamente a questa alleanza, sarebbe bene che Nicola Zingaretti e soci andassero a rileggersi la nota favola di Esopo la rana e lo scorpione, al fine di evitare la fine ingloriosa dell'anfibio. È ormai evidente che Palazzo Chigi sembra un bunker assediato, in cui l' avvocato del popolo annaspa alla ricerca di qualche parlamentare disperato, disposto a puntellare il suo traballante Governo. Quanto prima il Pd prenderà atto che questa fase politica è finita, e che è tempo di voltare pagina, non necessariamente andando ad elezioni anticipate, tanto meglio sarà per il nostro disastrato Paese.


Ivana Gobbo


Cara lettrice,
il problema del Pd in questo momento è duplice: in una fase così complessa e cruciale per il Paese non sembra avere una strategia di ampio respiro ed è privo di una leadership forte, in grado di indicare e imporre alla maggioranza di governo un percorso. Prevale, tra molti democratici, l'illusione che le furbizie tattiche possano compensare la mancanza di un disegno politico che vada oltre il breve orizzonte e la sopravvivenza del governo Conte. Con il voto di fiducia al Senato si è chiusa una fase politica. Un'altra se ne deve aprire. E il Pd, per il suo peso elettorale e , dovrebbe dover e poter giocare un ruolo importante. Finora però questo non è accaduto. Conte, pur indebolito politicamente e pur essendo privo della maggioranza assoluta al Senato, sta imponendo ai partiti che lo sostengono e al Pd in particolare, la sua tabella di marcia, finalizzata innanzitutto alla sua sopravvivenza. Del cambio di passo nell'azione del governo auspicato anche dal Pd e quantomai necessario, non si vede traccia e difficilmente potrà essere garantito dalla campagna acquisti in corso al Senato. Non solo: Conte per poter superare l'attuale crisi, si sta muovendo con l'obiettivo di creare un proprio gruppo che, inevitabilmente, se si presentasse poi alle elezioni, sarebbe in concorrenza diretta con il Pd e potrebbe sottrarre ai democratici consensi al centro.
Di fronte a questo quadro, il Pd appare nei fatti succube di Conte ed incapace di quel colpo d'ala che forse potrebbe far uscire l'attuale situazione politica dalle sabbie mobili in cui rischiamo tutti di affondare. Forse ha ragione lei: servirebbe il contributo di Freud. Sempre ammesso che basti.

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