Una sbagliata idea di Patria e il rifiuto di far cantare in una scuola l'inno nazionale

PER APPROFONDIRE: famiglia, lettera, papetti, patria
Caro direttore, 
Dio, Patria e Famiglia sono tramontati. Un declino graduale esploso nei nostri anni. Di tale crisi non ci diamo pensiero forse, ma ne scontiamo gli effetti. La Patria: la terra dei Padri, un concetto di nazione che anche oggi deve essere interiorizzato affinchè la nostra identità non diventi fluida. L'amore per la Patria non è in antitesi con l'accettazione degli altri, anzi. Eppure il buonismo portato all'eccesso porta ad un azzeramento del concetto di Patria. Non risale a molte settimane fa l'immagine di una nota signora progressista con in mano un cartello su cui era scritto Dio Patria Famiglia- che vita di merda. E' talmente diffusa anche nel quotidiano questa insofferenza ai valori che, all'inizio dello scorso anno scolastico, in una scuola primaria di Belluno, anziché cantare l'Inno di Mameli, come da tradizione, è stato proposto un carino ma assolutamente fuori luogo Se sei felice tu lo sai. Eppure ogni primo giorno di scuola in quella scuola si è sempre cantato l'Inno Nazionale. Ed è stato sempre bellissimo vedere i miei figli cantarlo felici accanto a bambini di diverse origini etniche, felici anch'essi di cantarlo. Attendo ora, il 1° giorno del prossimo anno scolastico e auspico che le maestre abbiano la giusta illuminazione, insegnando ai nostri bambini che essere italiani è un pregio, un vanto! 
Monica Mazzoccoli 
Belluno
Cara lettrice,
il concetto di Patria, a causa del suo retaggio fascista, è stata oggetto in Italia di una lunga rimozione collettiva. Solo grazie al Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, del cui antifascismo nessuno poteva dubitare, ha ritrovato da qualche tempo la sua dignità e il suo valore. Ma, come dimostra la sua testimonianza, non senza resistenze e difficoltà. Oriana Fallaci scriveva che «la Patria non è un' opinione. O una bandiera e basta. La Patria è un vincolo fatto di molti vincoli che stanno nella nostra carne e nella nostra anima, nella nostra memoria genetica. È un legame profondo che non si può estirpare come un pelo inopportuno». La Patria è davvero tutto questo. Ma anche qualcosa di più. È innanzitutto il luogo in cui si nasce. Ma, per qualcuno, è anche il luogo dove si prova a costruire la propria vita o dove si cerca di avere una seconda chance. Proprio per questo la Patria e i suoi simboli, come l'Inno nazionale, non sono barriere e non possono avere un significato discriminatorio. Sono vincoli che possono comprendere chiunque in essi e nei valori che rappresentano, voglia riconoscersi. Cancellare l'inno nazionale in una scuola per sostituirlo con una banale ed edulcorata canzoncina è un inutile sfregio. Alla nostra storia e alla nostra identità. Ma anche a quella di chi ha scelto di vivere con noi. Nella nostra Patria.
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Sabato 8 Giugno 2019, 14:24






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5 di 16 commenti presenti
2019-06-10 13:26:48
Sono d'accordo con lei Paparoto, le nazioni altro non sono che allevamenti intensivi con megalopoli asfissianti dove il pollame è stivato in strette file, da cui però non si può evadere; quali sarebbero gli altri lidi felici, in questo senso? Dove e in che luogo i paradigmi sarebbero diversi?
2019-06-10 07:21:22
I patrioti si rivoltano nella tomba per come quei bei personaggi, dei quali tessevo le lodi poco fa, hanno ridotto il paese. Altroché!
2019-06-09 09:55:28
Negli anni '70 e '80 del secolo scorso cantare l'Inno di'Italia era considerata manifestazione di fascismo. Contrariamente aglii insegnamenti del mio maestro, ex ufficiale di artiglieria in Albania e Grecia, socilsta e anti-fascista. Ci faceva cantare l'Inno ad ogni piè sospinto e ce lo spiegava con termini attuali, parola per parola, frase per frase. Poi il 68, la resistenza solo di sinistra e l'Inno alle ortiche. Grande merito di Bossi fu il tentavo velleitario della secessione. Da quel momneto i piu' irriducibili comunisti-internazionalisti si misero a cantare l'Inno di Mameli con la mano sul cuore e baciando la bandiera (vedere Cossutta comportarsi in quel modo, non certo per amor patrio, ma per contrasto alla Lega, mi ha fatto votare per quel partito).
2019-06-09 09:29:23
gentile signora, lei ha un concetto di "patria" abbastanza confuso ed assimila tale parola al concetto di "stato": le due cose non sino sinonimi ma hanno un valore ben definito. pensi bene. poi, per quanto riguarda la canzone da cantare a scuola io vorrei ricordare che, dal 1943 al 1946, l'inno descriveva un fiume che magari lei ha scordato ma che (all'interno del testo) esprimeva benissimo la situazione dello stato in quel pariodo; oggi si sono scordati i fatti e si preferisce , come dei boccaloni, seguire le direttive di certi soggetti tra le quali, la prima, "non pensare: c'è qualcuno che lo fa per te"! tu, intanto, paga e mantienici al comando di questo "gregge"!
2019-06-09 02:39:38
Io non solo mi limito a non cantarla ma cambio subito canale tv appena la sento.