A Parigi è crollato un pezzo della nostra civiltà: non c'è spazio per nazionalismi e inutili polemiche

PER APPROFONDIRE: nazionalismi, notre-dame, parigi
Egregio Direttore,
secondo le dichiarazioni ufficiali, sembra che l'incendio di Notre Dame a Parigi sia di natura colposa, ma senza dolo. Probabilmente si è verificata qualche noncuranza durante alcuni dei lavori del restauro in corso. Può essere. Io invece guardo con sospetto all'accaduto che ha colpito uno dei simboli per eccellenza della cristianità occidentale, così a ridosso delle festività pasquali come qualcuno ha fatto notare. Mi dispiace ovviamente per il danno artistico che l'incendio ha procurato alla cattedrale di Parigi. Ma non nascondo che, appena ho appreso della notizia, ho subito pensato a un'altra piccola lezione all'imperialismo francese e al presidente Macron. 
Matteo Favaro

Scorzè (Venezia)

Caro lettore,
i sospetti sono sempre legittimi, ma devono poggiare su elementi di fatto che in questo caso mi sembra siano del tutto assenti. L'unica, vera lezione che ci consegna l'incendio di Parigi è la fragilità dei nostri simboli e delle nostre certezze. Notre Dame è stata ed è l'immagine stessa della Francia, il luogo sacro che ha fatto da palcoscenico anche a molti passaggi cruciali dello vita civile e della storia transalpina e non solo. Da Napoleone alla Liberazione fino ai funerali del socialista Mitterand. L'incendio di martedì, frutto assai probabile dell'incuria, così spaventoso nelle sue dimensioni ma anche così incomprensibile nelle sue dinamiche, cade in una stagione tormentata e difficile della Francia. Il senso di sgomenta impotenza di fronte alle fiamme che le immagine delle tv l'altra sera emanavano, stridono certamente con l'immagine di grandeur che la nazione transalpina ha spesso dato di sé. Ma gioire o anche solo provare intima soddisfazione di fronte a quell'incendio è profondamente sbagliato. La distruzione di Notre Dame è un danno e un dramma per tutti noi. Senza distinzioni di nazionalità, cultura o religione. Non possiamo e non dobbiamo trascinare il tremendo incendio di Parigi nelle miserie della polemica politica o del facile nazionalismo. Di fronte a catastrofi come quella di martedì i sentimenti che devono prevalere ed affermarsi sono quelli della solidarietà e della volontà di ricostruire. Perché martedì sera non è crollata semplicemente una straordinaria opera architettonica, ricca di opere d'arte. Ma una pezzo della nostra civiltà e della storia dell'umanità.
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Mercoledì 17 Aprile 2019, 13:02






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5 di 13 commenti presenti
2019-04-18 12:26:27
Mi sa tanto che col tempo era diventata solo attrazione turistica e molto meno luogo di fede .
2019-04-18 11:15:06
Credo che nessuno gioisca o provi soddisfazione per quell'incendio, isis a parte. Ciò non toglie che le magre figure collezionate negli ultimi anni dai francesi dovrebbe almeno isegnare loro che devono smetterla di dare lezioni ad altri, scendendo dallo "scagno". Nella loro indole esiste ancora la superbia imperiale e colonialista nei confronti di tutti gli altri che non ritengono loro pari e questo atteggiamento negli italiani, pur un po' cialtroni, io non lo vedo. In questo senso penso che potremmo dare molte lezioni a tanti altri, francesi in primis. E qui un po' di intima soddisfazione ci sta tutta.
2019-04-17 15:23:57
I francesi hanno finalmente provato quello che hanno provato i veneziani quando sono stati loro a distruggere le chiese a Venezia...una lezione di vita, in forte ritardo, ma così ora sanno cosa hanno fatto provare ai nostri avi!
2019-04-17 15:20:09
Grande dispiacere per la perdita dell’opera darte punto e basta. Il fatto che napoleone ci si sia incoronato me la rende odiosa perché detesto napoleone sopratutto per tutto quello che ha rubato in italia. Certo che i francesi hanno fatto l’ennesima figuraccia pare che una ricerca condotta da un ingegnere italiano avesse sollevato molti dubbi sulla tenuta al vento della cattedrale e sull’impianto antincendio. Cosa poi sia successo e perché non sia stato dato seguito all’allarme antincendio lo scoprirà la magistratura francese.
2019-04-17 15:16:43
Certo che nei secoli passati i peccatori per guadagnrsi il Paradiso, hanno affibiato ai posteri un patrimonio di cattedrali, duomi, chiese e capitelli che da solo per la manutenzione divorerebbe l'intero bilancio statale.