Il paradosso dell'indagine sulla nave Diciotti e quell' omissione del pm di Agrigento

Mercoledì 19 Settembre 2018
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Ergegio direttore, 
a proposito della nave Diciotti, giorni orsono il Capo dello Stato, che merita la massima stima per l'equilibrio democratico espresso in più occasioni, ha riaffermato che:«nessuno è al disopra della legge», proseguendo poi sulla autorevolezza e legittimazione dei giudici e sul ruolo che loro affida la Costituzione, sottolineando che non sono chiamati a seguire gli orientamenti elettorali, ma devono applicare la legge e le sue regole senza la contaminazione di una ragione politica. Giustissimo! Purtroppo non è sempre così anzi. Osare criticare con interventi legittimi qualche sentenza suscita un'immediata reazione attraverso Tv , giornali, Csm, Anm e sindacati che strombazzano ritornelli ormai noti: «Così si delegittima la magistratura»; «Le sentenze non si commentano»; «Si attacca l'indipendenza della magistratura» e così via con insopportabile ipocrisia a negare l'evidenza della politicizzazione del Potere giudiziario. Ma se la legge è uguale per tutti, sarà così anche nei riguardi del procuratore di Agrigento? Il quale il 22 agosto compiuta una accurata ispezione a bordo della nave Diciotti e rendendosi conto che era in corso un sequestro di persona non ha fatto alcunchè per far cessare la drammatica situazione. Aveva la polizia a portata di mano e quest'ultima con funzioni di Polizia Giudiziaria. Constatato il reato, da come la vedo io, aveva l'obbligo di farlo cessare subito e non aspettare tre giorni lasciando a bordo 180 persone, visto il precario stato di salute (lo ha detto lui stesso) di molti di loro. Se la mia modesta analisi ha un fondamento giuridico, il procuratore dovrebbe rispondere di omissione. Ma non sarà così.


Giancarlo Parissenti 
Mestre



Caro lettore, 
il mio ancor più modesto punto di vista coincide con il suo: se sulla nave Diciotti si stava perpetrando un reato - tra l'altro particolarmente grave come il sequestro di persona - il pm di Agrigento avrebbe dovuto e potuto intervenire immediatamente, liberando gli ostaggi e sequestrando la nave. Aveva tutto il potere e tutti gli strumenti gli farlo. Il Codice del resto impone alla Polizia e alla magistratura che ne guida le indagini di evitare che un reato venga perpetrato. Il pm di Agrigento ha deciso invece diversamente creando quella che Carlo Nordio ha definito una «situazione paradossale»: se infatti il reato di sequestro di persona di cui è accusato Matteo Salvini fosse confermato, il pm di Agrigento potrebbe essere a sua volta indagato per omissione di atti d'ufficio. Solo in Italia possono accadere cose del genere. © RIPRODUZIONE RISERVATA