La convivenza con i musulmani è inevitabile, ma solo a patto che condividano i nostri valori

PER APPROFONDIRE: isis, papetti, sri lanka, strage
Egregio Sig. Direttore,
ormai l'orrenda strage in Sri Lanka (più di 350 morti oltre a decine di feriti) è passata in secondo piano sui media perché purtroppo si passa ad altri argomenti meno importanti, ma più attuali. Vorrei comunque tornare sull'immane tragedia che ha colpito quel Paese per sottolineare che ormai è dato per scontato che nel 21^ secolo i cristiani debbano, purtroppo, morire per la loro fede. Ieri sera, non ricordo su quale canale TV si dava per scontato che migliaia (diconsi migliaia) di cristiani sono uccisi in tutto il mondo per la loro fede. Si parlava addirittura di crocifissioni oltre ad altre inenarrabili sofferenze inferte (specie a donne) per la loro fede, senza che la cosa faccia più notizia. Addirittura l'intellighentia per non urtare la suscettibilità dei benpensanti per non usare il termine cristiani riferiscono di un fatto avvenuto durante una funzione religiosa. Per quanto riguarda poi il nostro paese non ho sentito lo sdegno della Boldrini, Saviano, Sansonetti, Zingaretti & C. perché la morte dei cristiani non è degna di nota. Se i morti fossero stati extracomunitari, profughi etc. le edizioni speciali ed i super servizi radio-televisivi non sarebbero mancati, magari in edizione speciale notturna. A mio avviso, nonostante i vari proclami dei buonisti di casa nostra (Cei compresa) non può esserci convivenza fra noi ed i musulmani perché (fatte le debite eccezioni) essi ci odiano e non daranno tregua finché non ci sottometteremo alla Sharia ed ai loro diktat.

Giuliano Dori
Padova



Caro lettore,
la convivenza non è solo possibile, ma inevitabile. Ma per convivere bisogna anche condividere. Cioè far diventare patrimonio comune e condiviso nella vita quotidiana valori, principi, diritti e doveri. Accettando le differenze e il patrimonio di identità e di tradizioni del Paese in cui si è scelto di vivere. È evidente che una parte del mondo musulmano non la pensa così e concepisce solo una visione del mondo: la propria. E intende imporla con ogni mezzo, anche distruggendo gli avversari. Di fronte a questa offensiva una parte del mondo cristiano appare come inerme, incapace di reagire e di far valere la propria storia e il proprio sistema di valori. Il linguaggio, come lei nota giustamente, è la fotografia di questo atteggiamento. C'è una ritrosia a sottolineare l'identità cristiana delle vittime, come è accaduto nelle stragi in Sri Lanka, e nel contempo a evidenziare che gli assassini sono estremisti islamici. Si parla di Isis, di jadhisti, di terroristi, ma con molta fatica si pronuncia e si scrive la parola Islam, esattamente come a fatica si parla di cristiani. È una forma di ipocrisia ideologica: si cerca, con le parole, di mimetizzare i fatti. Ma con la realtà bisogna invece fare i conti. Nel bene come nel male. Molti musulmani vogliono vivere in pace ma il terrorismo islamico è una realtà (finanziata da Paesi islamici) e una minaccia. E ha come principale obiettivo il mondo cristiano. Ieri ha colpito Parigi, oggi lo Sri Lanka. Esserne consapevoli e chiamare le cose con il loro nome è il primo passo per sconfiggere ogni estremismo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Venerdì 26 Aprile 2019, 05:04






Condividi su Google+ Commenta
<< CHIUDI
CONDIVIDI LA NOTIZIA
La convivenza con i musulmani è inevitabile, ma solo a patto che condividano i nostri valori
CONDIVIDI LA NOTIZIA
DIVENTA FAN
SEGUICI SU TWITTER
COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 26 commenti presenti
2019-04-27 15:21:23
Molto buona la risposta del direttore. Ma io, come molti che già hanno scritto qui, non sono d'accordo con il suo ottimismo. Ed è vero che il vero musulmano non si integra mai. Se poi siamo "condannati all'integrazione", allora l'unica via è quella di far leva sulle donne, sulla loro libertà, poiché in tutte le culture sono i maschi che decidono i valori, ma sono le donne che li perpetuano e li difendono nel quotidiano. Favorire la liberazione delle musulmane (soprattutto giovani) è l'unica via per ottenere una integrazione. Solo, occorre comprendere che in realtà, facendo così, il percorso è quello di minare alla base la religione musulmana sino a disgregarla. Non è uno scopo iniziale, ma una inevitabile conseguenza. Peraltro, vietare l'applicazione di leggi e costumi islamici contrari al nostro ordinamento è ancora più urgente, anche perché nell'insieme il loro peso sarebbe tale da porre l'intero islam fuorilegge. Mi pare chiaro come tali sentimenti e percezioni siano diffusissimi nella popolazione "sana". Presso i drogati no, loro vanno proprio a rifornirsi da marocchini e nigeriani, quasi tutti islamici, che non si capisce come possano girare a piede libero.
2019-04-27 14:22:40
Una volta ho condiviso un'appartamento con due di colore,uno prossimo alla laurea e l'altro operaio,a turno si svolgevano le pulizie dell'appartamento e tutto andava bene,poi un giorno uno dei due di colore è andato via e al suo posto è arrivato un bianco quindi due bianchi e uno di colore,mi accorsi che solo noi bianchi pulivamo a turno l'appartamento ma quando era il momento del inquilino di colore faceva orecchie da mercante non puliva più,,io presumo che per lui pulire la casa a due bianchi fosse frustrante,o forse era razzista ma non ho mai chiesto il motivo per cui si rifiutasse visto che aveva sempre partecipato e non avevamo mai avuto discussioni o alterchi o rancori,mah...
2019-04-27 15:43:02
Scusa Fredi74 ma sei andato fuori tema. Qui non si parla di colore della pelle, cioè di ciò che è manifesto, ma di forma mentis, cioè di ciò che non si vede. Poco importa se persone che la pensano allo stesso modo sono di pelle diversamente pigmentata, ciò che conta è il pensiero. Che può essere anche diverso, va benissimo, purché però non siano d'intralcio al dialogo dei pregiudizi. Purtroppo chi è mussulmano è pieno di pregiudizi insormontabili nei confronti di chi non lo è, e persino di chi lo è ma appartiene a un ramo diverso di discendenza da Maometto. Non è colpa sua ma di dove è nato e di come è stato educato. O piuttosto indottrinato.
2019-04-27 13:05:36
Dal 600 DC non c'è un solo episodio, nazione, popolo dove l'islam si è integrato...mai successo
2019-04-29 19:06:57
Carissimo, ora sembra che tutti l'abbiano capito, Ma quando Benedetto XVI, che ha fatto dell verità una delle ragioni della sua vita, parlò a Ratisbona.....