Che Mondiali strani, fanno rumore più le proteste delle sconfitte clamorose di alcune big

Giovedì 24 Novembre 2022
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Caro Direttore,

Argentina battuta, Germania battuta, questo mondiale non è un vero campionato del mondo. È una vacanza con intermezzo calcistico. Più che battere gli avversari, ai giocatori interessa vedere il mondo dorato che li circonda. Sbagliato il tempo, sbagliata la sede, sbagliati i recuperi mostruosi. Due ore in campo è qualcosa di pericoloso. Quando torneranno, nessuno potrà giocare per almeno due mesi.
Enzo Fuso
Lendinara


Caro lettore,
francamente faccio fatica a impietosirmi o preoccuparmi per i 5 minuti di gioco in più a partita a cui sono costretti i calciatori in Qatar. Non esageriamo: forse in questo modo in tanti impareranno a rispettare di più gli spettatori paganti, evitando tante ridicole, ingiustificate e, queste sì, mostruose perdite di tempo. Comunque non c'è dubbio che stiamo assistendo a campionati del mondo piuttosto anomali. Non solo per i risultati. Le sconfitte di Argentina e Germania, per quanto clamorose e inattese perché avvenute contro nazionali sulla carta certamente inferiori, potrebbero essere semplicemente il tributo pagato da queste due prestigiose compagini al debutto in un mondiale che si gioca in un periodo dell'anno assai particolare e in condizioni climatiche inusuali. Per entrambe c'è comunque tempo per recuperare. La particolarità del mundial qatariano sta piuttosto nel fatto che più dei risultati, per ora, fanno notizia e clamore le vicende che precedono il fischio d'inizio di ogni partita. Penso all'immagine dei giocatori dell'Iran che coraggiosamente non cantano l'inno nazionale per protesta contro il loro governo liberticida; a quelli della Germania che si tappano la bocca in polemica con la timorosissima Fifa assai preoccupata di creare fastidi al regime del Qatar; ai capitani di alcune nazionali (decisamente meno coraggiosi dei loro colleghi iraniani) che, dopo aver annunciato che avrebbero indossato una fascia al braccio contro le discriminazioni sessuali, hanno fatto retromarcia di fronte alla minaccia e al rischio di essere ammoniti per questo gesto che sarebbe apparso sovversivo e persino irridente verso gli organizzatori del mondiale. È vero che quando c'è di mezzo il pallone tutto quanto fa spettacolo e tutto finisce nel gran calderone dello show business. Ma forse anche questi sono indizi che persino il mondo del calcio sta cambiando.

      
 

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