Sui migranti va in onda un (tragico) film già visto: l'Italia lasciata sola dall'Europa

Giovedì 13 Maggio 2021
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Caro Direttore
ma non si sono ancora stancati nei Palazzi romani a mettere in scena ad ogni inizio di bella stagione la solita litania a base di l'Europa deve fare la sua parte o di Lampedusa è il confine sud dell'Europa? Non si rendono conto che ormai si tratta di un copione trito e ritrito, recitato da guitti ormai bolsi, cui non crede più nessuno, perché ormai è chiaro che la nostra protervia nel non voler distinguere fra rifugiati e migranti economici è la vera ragione per cui i Paesi della Ue non accetteranno mai di ridistribuire coloro che approdano in Italia coi barconi? Continueremo anche quest'anno con la destra che invoca i blocchi navali, la sinistra che in questa fase sta zitta perchè a breve si vota, e con il Ministro Lamorgese lasciata ad abbaiare alla luna.

Umberto Baldo
Abano Terme (Padova)


Caro lettore,
sugli arrivi di migranti in Italia sta andando in onda un film purtroppo già visto. E di cui conosciamo bene i passaggi più tragici e anche il finale. Nonostante gli appelli, in Europa nessuno pare interessato ad aderite alla proposta di redistribuzione: finora non c'è stato un solo Paese dell'Unione che abbia accettato di accogliere una parte, per quanto minima, dei migranti sbarcati in queste ultime settimane sulle nostre coste. Tutti avanzano dubbi e perplessità, prendono tempo. Che è diplomaticamente il sistema per dire: no, grazie. La pandemia del resto è un ottimo alibi: con il virus in circolazione gestire i migranti, spostarli e controllarli è ancora più complicato, rischioso e oneroso. Nessuno vuole assumersi questa ulteriore responsabilità. E nessuno vuole esporsi alle critiche di un'opinione pubblica che, già prostrata da oltre un anno di chiusure e divieti, di crisi economica e occupazionale, è ancora meno di prima disposta ad accettare di farsi carico dei migranti arrivati in un altro Paese. Tantopiù se, come nel caso della Francia di Emmanuel Macron, all'orizzonte ci sono delicati appuntamenti elettorali. Il risultato è che l'Italia, ancora una volta, viene lasciata sola a far fronte a questa emergenza. Eppure è evidente che il problema, per quanto complesso e drammatico, deve e può essere affrontato. Certamente agendo sugli arrivi, perché da tempo sappiamo che non si può accogliere chiunque decida di venire in Italia e che servono segnali chiari in questa direzione, innanzitutto rivolti ai Paesi da dove i migranti partono. Ma anche sul fronte della gestione dei flussi occorre cambiare registro. Il criterio della volontarietà in base al quale i Paesi europei possono o meno decidere di accogliere un certo numero di migranti, non può più essere tollerato. Serve un piano di medio-lungo termine che vincoli ogni Paese europeo a fare la propria parte e a farsi carico di una certa quota di migranti sbarcati nel nostro Paese.

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