Un'ordinanza ministeriale punisce i maturandi più bravi Succede anche questo in un Paese che penalizza il merito

Sabato 27 Giugno 2020
Caro direttore,
l'ordinanza Ministeriale n.10 del 16 maggio 2020 ha aumentato del 50% i crediti scolastici dei maturandi senza aumentare del 50% anche il Bonus. Questo ha di fatto penalizzato solo gli studenti che ottengono all'esame un punteggio tra 80 e 94 senza l'eventuale Bonus. In particolare, gli studenti che hanno avuto una valutazione compresa tra il 92 e il 94 non hanno più potuto ambire al 100 perché, essendo il Bonus rimasto ad un massimo di 5 punti, la loro valutazione finale si ferma tra il 97 e il 99. Dove sta il problema? Nel fatto che questi studenti fino al 15 maggio potevano tutti ambire al 100, ma di colpo il decreto li ha esclusi. Facciamo un esempio: se uno studente aveva 36 punti di credito prima della riconversione, aumentandoli del 50% sono diventati 54. Nel primo caso, supponendo una valutazione massima all'esame, poteva arrivare al 100 con soli 4 punti di Bonus, nel secondo caso, anche con 5 punti di Bonus, non può superare il 99. In quasi tutte le classi che hanno affrontato la maturità quest'anno ci sono casi di questo tipo. Eppure, per non penalizzare questi studenti bastava aumentare anche il Bonus del 50%, portandolo al massimo di 8 punti. C'è da chiedersi se sia stata una scelta da parte di chi ha pensato l'Ordinanza oppure se sia stata una svista. Rimane comunque il fatto che questa situazione ha penalizzato solo una parte degli studenti, tra l'altro i più capaci.


Ruggero Da Ros
docente


Caro lettore,
per evidenti ragioni non sono in grado di dare una risposta certa al suo interrogativo. Voglio credere che si tratti di un errore o di una svista. Ma se anche così fosse, è del tutto coerente con una certa impostazione culturale fortemente presente in Italia che non ha mai ritenuto il merito un valore e un parametro intorno al quale organizzare la società. Nel nostro Paese i meriti e i talenti sono spesso disconosciuti, ignorati o, come in questo caso, persino penalizzati da qualche norma o codicillo. Una malintesa interpretazione del principio di eguaglianza spinge, spesso, non a premiare e far emergere chi ha più qualità e capacità, ma a livellare tutto e tutti, inevitabilmente verso il basso. Un sistema di questo tipo finisce per uniformare e privilegiare l'appiattimento rispetto alla valorizzazione dei talenti. I latini dicevano in medio stat virtus, ma era un elogio della moderazione non della mediocrità. Non so chi abbia ideato e scritto l'ordinanza che lei cita, ma temo di conoscere il retroterra ideologico che l'ha partorita. © RIPRODUZIONE RISERVATA