Renzi è abile e disinvolto, ma per far decollare il nuovo centro non basterà la tattica

Mercoledì 18 Settembre 2019
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Caro Direttore,
Renzi due, la vendetta. Da vecchio democristiano non dimentica i torti subiti e, come Sansone, sta facendo fuori tutti i suoi nemici. Dopo aver costretto Salvini ad abbandonare il palco del Ministero dell'Interno, si appresta a dare lo sfratto al Governo ed ai suoi amici della Sinistra che senza di lui penderà tutto da una parte . Manca solo Bertinotti. Berlusconi e compagnia non aspettavano altro. Già in ghiaccio lo Champagne. 

Enzo Fuso
Lendinara (Rovigo)


Caro lettore,
non credo che Renzi darò presto lo sfratto al Conte bis. Forse non gli dispiacerebbe farlo, non fosse altro che per dimostrare che può distruggere ciò che ha creato. Ma l'ex rottamatore ha bisogno di tempo per il suo nuovo progetto politico. Deve porre le basi sul territorio e organizzarlo prima di essere pronto ad affrontare un eventuale confronto elettorale. Da spregiudicato movimentista qual'è, Renzi si è sfilato proprio ora dal Pd, a pochi giorni dal debutto del nuovo esecutivo, perchè vuole essere l'ago della bilancia della maggioranza giallo-rossa (senza i suoi voti il Conte bis non ha i numeri) ed avere voce in capitolo sulle scelte e sulle nomine che il governo si appresta a fare, trattando lui direttamente con il premier, senza dover mediare con le altre correnti del Pd. Nel frattempo lavorerà per irrobustire il suo movimento. L'obiettivo politico del senatore toscano sembra chiaro. Creare una forza di centro sfruttando la divaricazione crescente dei due poli: una destra egemonizzata da Salvini e una sinistra con un Pd pronto a riaccogliere Bersani e compagni e a stringere patti elettorali e forse strategici con M5s. L'ex sindaco di Firenze vuole incunearsi in questo spazio e ampliarlo, candidandosi ovviamente ad esserne il leader. Staremo a vedere se ci riuscirà. Le incognite sono numerose. Dal Pci in poi, le scissioni dal grande partito della sinistra non hanno mai portato particolarmente fortuna a chi le ha realizzate. È poi tutto da dimostrare che esista oggi, sul piano dei consensi, quel grande spazio politico al centro che molti intravedono o vagheggiano. Infine c'è da considerare il fattore R, inteso come Renzi. Come la recente soluzione della crisi di governo ha dimostrato, l'ex premier è un tattico di primissimo ordine, abile come pochi sul breve termine: furbo, cinico e, quando serve, spudorato. Qualità e tratti umani importanti per il mestiere che fa. Ma che, da soli, non gli hanno evitato, anche nel passato, di commettere errori fatali. Frutto quasi sempre di un carattere complesso e di  © RIPRODUZIONE RISERVATA

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