Non esistono due Italie: una cattiva che odia e un'altra buona. Sono solo (brutti) slogan

PER APPROFONDIRE: lettere al direttore, zingaretti
Egregio direttore,
negli ultimi giorni il segretario del PD Zingaretti, imitato da altri politici, ha ripetutamente affermato che è finita la stagione dell'odio. Ora, uno può dire che questa sia una sua semplice valutazione, ma esternarla così in pubblico, a fini, diciamo, elettorali, o almeno di lotta politica, significa in sostanza diffamare metà Italia, quella che non rema con lui. In tal modo infatti si attribuisce quell'odio a tutti coloro che erano d'accordo con l'azione del governo, cioè noi elettori, addirittura in maggioranza, se governo della maggioranza era. In pratica, Zingaretti mi dice: tu hai odiato. E io, tranquillamente, pacificamente, gli rispondo che no. Non ho mai odiato quando approvavo un controllo sull'immigrazione selvaggia gestita dalle mafie, non ho mai odiato, anzi, ho aiutato immigrati in difficoltà, e posso provarlo. Però non ero e non sono d'accordo che spalancare le frontiere sia un atto di amore, per dirne una. Pertanto, pur restio ad usare termini quali si vergogni, che non mi competono, vorrei almeno segnalare agli autodefinitisi non-odiatori che i primi seminatori di odio sono proprio coloro che fanno queste meschine osservazioni. Sono loro.

Prof. Giuliano Agostinetti
Mestre

Caro lettore,
l'idea che esistano, in base a ciò che votano, due Italie: una che odia e una che ama, una brutta e una bella, è solo caricaturale e semplicistica. Risponde a un classico automatismo dell'uomo politico: se perde le elezioni non è lui ad aver sbagliato, ma gli elettori. Che non hanno capito, che sono vittime delle paure, che si fanno trascinare in una spirale di falsità e via argomentando. In realtà gli italiani che alle ultime europee hanno assegnato alla Lega quasi il 40 per cento, sono in larga parte gli stessi che, qualche anno prima, avevano votato per oltre il 40 per cento il Pd di Renzi. Non sono diventati nè più cattivi nè più beceri: hanno semplicemente dato il voto a chi ritenevano potesse meglio rappresentare i loro interessi e risolvere i problemi del Paese. Comunque, anche se comprendo il suo stato d'animo e la sua irritazione, non darei una particolare importanza alle parole di Zingaretti. Il segretario del Pd, in questo momento, deve legittimare agli occhi dell'opinione pubblica un'operazione di trasformismo politico che lui stesso non voleva. Per questo cerca di attribuire all'alleanza con il detestato (dal Pd) M5s una valore salvifico e convincere i cittadini che il suo partito è andato al governo con Di Maio e c. non per evitare il voto e mandare all'opposizione Salvini, ma per chiudere «una stagione di odio» e per «salvare la democrazia». Dopodiché anche questo governo, con buona pace di Zingaretti, verrà giudicato sui fatti e sulle scelte. Non sugli slogan.
 
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Domenica 8 Settembre 2019, 15:00






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5 di 34 commenti presenti
2019-09-10 00:06:20
Ce ne sono piu' di due societa' differenti in Italia,ma l'italianamente corretto non permette di dirlo.
2019-09-09 22:18:26
Io resto sempre della mia opinione: il Governo composto dal Pd-LeU-M5S ha avuto un’accelerazione nella sua formazione dopo le allarmanti e terribili parole dette in pubblico da un Leader politico: “voglio i pieni poteri”. E sono contentissimo di un nuovo Governo presieduto dall’Avv. Giuseppe Conte. Quello che mi sorprende molto è che i Mezzi di Informazione non abbiano dato il giusto risalto, la dovuta importanza alle parole “voglio i pieni poteri”. Secondo me avrebbero dovuto parlarne in tutti i programmi televisivi e sulle prime pagine dei principali Quotidiani con interviste a Intellettuali, Storici e Figure di alto profilo istituzionale. Altro che Spelacchio, l’albero di Natale di Roma, argomento trattato per settimane, le parole sopra citate, ripeto: “voglio i pieni poteri” fanno veramente riflettere, eccome se fanno riflettere.
2019-09-09 18:15:30
Il guru con la barba bianca e le innumerevoli ville che mandava a quel paese i ricchi della casta, non è tanto diverso da Paragone o da Giarrusso, quello del segno delle manette, a quanto pare entrambi dissidenti, se veramente fossero coerenti con i principi tante volte propagandati dovrebbero dimettersi dal Parlamento, e non sono giustificati perchè anche Renzi non si è dimesso, altro che brutti slogan , è la coerenza che rivela chi sono, e vale anche per la ex Jena tanto prolifera di epiteti e oggi accondiscendente, potere delle poltrone.
2019-09-12 00:59:51
Dando per buono che lei sia in buona fede, mette assieme tutti i personaggi come nel minestrone e mi spiego: Grillo manda ancora a quel paese la casta, perchè i presupposti non sono cambiati, o forse lei ritiene che la "casta" sia un soggetto positivo? A riguardo poi della coerenza, questa attiene alla dignità personale, che però, anche in politica si scontra con gli acquirenti di voti, e questo dovrebbe spiegare come mai anche le persone di media statura non si fanno "fregare" con questi mezzi usati da chi più può, sono certo che ha inteso il senso, saluti.
2019-09-09 12:45:21
... c'è più odio nell'amore interessato che nell'odio doc..