Ecco perchè non può esserci riconciliazione con chi ha seminato la morte e poi è fuggito all'estero

Sabato 1 Maggio 2021
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Caro direttore,
mi ha suscitato una grande tristezza leggere la notizia che personalità di grande spessore, da Jean Luc Godard a Costa Gavras, da Annie Ernaux a Valeria Bruni Tedeschi, da Edouard Louis a Eric Vuillard, hanno firmato un appello contro l'eventuale estradizione dei terroristi italiani degli anni di piombo, a suo tempo accolti in Francia dal Presidente Mitterand. Definendo esuli politici in Francia assassini che si sono macchiati di gravi fatti di sangue, uccidendo persone innocenti ed inermi, questi intellettuali dimostrano la loro faziosità, e offendono i parenti delle vittime che da decenni aspettano giustizia per i loro cari, e l'Italia che ha il diritto sovrano di esigere di poter applicare le sentenze di condanna emesse dei propri Tribunali. Nessuna vendetta, solo giustizia!

Umberto Baldo
Abano Terme


Caro lettore, 
non si sorprenda: i firmatari di questi appelli vivono in un mondo irreale, dove l'appartenenza e le sovrastrutture ideologiche hanno la prevalenza su tutto. Anche sul dolore e sulla morte. Se qualcuno di loro avesse avuto un figlio, un amico, un padre gambizzato o ucciso dai terroristi rossi, oggi definirebbe Pietrostefani o Bergamin degli esuli politici e firmerebbe appelli per la loro libertà'? Non credo proprio. E a chi parla di riconciliazione e si chiede se ha senso, 30-40 anni dopo, riportare in Italia queste persone e far scontare le pene a cui sono stati condannati, si deve rispondere che non può esserci nessuna riconciliazione con chi ha seminato morte in nome di una rivoluzione tragica e impossibile ed è poi ignominiosamente fuggito all'estero, senza quasi mai ammettere neppure le proprie responsabilità e senza mai spendere una parola per le vittime. Gli anni di piombo non sono una pagina chiusa della storia del nostro Paese. Ci sono tanti uomini e donne che ne stanno ancora pagando le dolorose conseguenze. È a loro che dobbiamo innanzitutto pensare. Non a chi quei dolori li ha provocati e ora pretenderebbe che sulle sue tragiche responsabilità passasse un colpo di spugna.

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