Potrei sbagliarmi, ma non credo che Berlusconi diventerà Presidente della Repubblica

Mercoledì 19 Gennaio 2022
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Egregio Direttore,
sto seguendo fra la curiosità e la nauseale notizie relative all'elezione del nuovo Presidente della Repubblica. Da moderato amerei vedere Carlo Nordio sul Colle, anche se credo rimarrà un sogno. Due altri profili potrebbero essere Elisabetta Casellati e Franco Frattini che ritengo molto preparati ed equilibrati. Per quanto riguarda Berlusconi, non credo che ce la farà, ma la sua eventuale discesa in campo potrebbe sparigliare le carte nel centro sinistra. Vorrei però farle una domanda. Un Presidente come Berlusconi, con i rapporti di amicizia con Putin, potrebbe contribuire a stemperare le tensioni con la Russia e contribuire a riavvicinarla al mondo occidentale in contrapposizione con, temo, la Cina?

Alvise Lorenzo Sandi


Caro lettore,
Ue e Mosca non sono mia state così distanti negli ultimi decenni. La forma di governo autoritaria russa, con connotati semi-dittatoriali, è sempre più contrasto con il liberalismo dei paesi Ue ed è un modello che, com'è accaduto in Bielorussia e poi in Kazakistan, il Cremlino non si fa scrupoli ad esportare nei paesi confinanti, intervenendo militarmente a sostegno dei rais locali. La Russia del resto ritiene in chiave anti-europea di dover preservare una propria, decisiva influenza sui paesi post-sovietici e per questo non solo si arroga un potere di veto sulle attività della Ue e della Nato in questi territori, ma tende a considerare forme di ingerenza lo sviluppo di relazioni politiche ed economiche anche con paesi come l'Ucraina e la Georgia. In un contesto del genere ho molti dubbi sul fatto che la diplomazia dell'amicizia e delle dacie, cara a Berlusconi ed efficace in passato in alcuni frangenti, possa riuscire a modificare equilibri internazionali così compromessi e complessi. Detto ciò, aggiungo anche un mio personalissimo pronostico: non credo che Berlusconi diventerà Presidente della Repubblica. La sinistra, come fece nel 1994, ha sottovalutata la sua candidatura, non tenendo nel debito conto la straordinaria determinazione dell'uomo e la sua capacità di movimento: doti che ne hanno contraddistinto tutta la carriera. Ciononostante il Cav ben difficilmente salirà sul Colle più alto. Per diverse ragioni. Ma una su tutte: per la sua storia politica Berlusconi non è uomo da unità nazionale. O meglio: non è il candidato che può trasferire al Quirinale il clima (e il consenso) di grande alleanza che ha fatto nascere il governo Draghi. Salvini lo ha capito. E infatti ha annunciato di aver pronto un altro nome se Berlusconi non ce la farà. E quali sono le caratteristiche di questo candidato? «Convincente per tutti e trasversale». Più chiaro di così.

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