Opporsi al presepe a scuola è miope integralismo che ostacola il dialogo tra religioni

PER APPROFONDIRE: lettere al direttore, presepe, scuola
Egregio Direttore,
con puntualità degna di miglior causa anche quest'anno è iniziata la campagna contro la celebrazione del Natale nelle scuole ovvero contro l'allestimento del Presepe, con lo specioso argomento che si tratterebbe di un'offesa alla sensibilità degli scolari di altra religione cioè, per essere chiari, quelli islamici. Prescindendo dal fatto che Gesù Cristo è considerato un profeta anche dai Musulmani i quali adorano lo stesso Dio (Allah in arabo) degli Ebrei e dei Cristiani, personalmente non credo che i ragazzi islamici subiscano traumi dalla visione di una struttura generalmente di cartapesta con le statuine non solo della Sacra Famiglia ma anche di persone che esercitano vari mestieri. Perché i fautori di queste iniziative non dichiarano apertamente la loro avversione non solo al Presepe ma al Cristianesimo tout court che certamente considerano pura superstizione e sinonimo di oscurantismo? Ritengo che, non essendo politicamente corretto esprimere apertamente queste opinioni in ambito scolastico, sia molto più comodo prendersela con i simboli plurisecolari del c
ristianesimo.
Sergio Chieregato
Venezia

Caro lettore,
i sostenitori del divieto al presepe dovrebbero sforzarsi di uscire dal loro miope integralismo e considerare anche un altro punto di vista. Perché se il presepe esposto in una scuola o in un luogo pubblico viene vissuto da qualcuno, in particolare da chi professa la fede islamica, come un'offesa alla propria sensibilità culturale o religiosa, è altrettanto vero che la sua cancellazione è una evidente e clamorosa violazione alla sensibilità di qualcuno altro che, professando la religione cristiana, vede negata e violata una propria tradizione secolare. Non so se coloro che osteggiano il presepe nascondano un'avversione al Cristianesimo o alla Chiesa. Credo che certe posizioni siano il frutto di una concezione falsamente laica della società. Il rispetto delle culture prevalenti in un territorio è il punto di partenza per un corretto e produttivo confronto tra diversi. Cancellare non arricchisce nessuno, impoverisce tutti. E rende più difficile ogni dialogo. Ma temo che questo interessi poco o nulla ai fautori del No al presepe. 

    
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Venerdì 23 Novembre 2018, 13:41






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5 di 30 commenti presenti
2018-11-24 13:00:04
"i sostenitori del divieto al presepe dovrebbero sforzarsi di uscire dal loro miope integralismo", il ruolo del Direttore impone questo linguaggio, ma la realtà è che chi tenta di sovvertire le nostre "abitudini" va zittito con qualsiasi sistema.
2018-11-24 11:10:20
A volte chi osteggia il Presepio a scuola , poi e' il primo a sbolognare figli al ricreatorio parrocchiale dotato dicampo calcio.Nel mentre gli divertono la prole, si fionda alla Caritas e pretendepure di scegliere cio' che gli aggrada....cibarie , vestiario e giocattoli.Se a scuola si festeggia Natale con l'albero, allora si' che arrivano e si fiondano sui dolcetti e buffet, da lasciane privi i festeggiati, cioe'i piccoli allievi.
2018-11-24 06:37:42
La verità è che questa preside tiene conto solo della sensibilità di una parte degli scolari dimenticando l'altra . Quindi senza tanti giri di parola è inadeguata a svolgere il suo ruolo e andrebbe rimossa.
2018-11-24 05:30:22
Pure io nutro il sospetto che il rispetto elle altrui religioni sia un pretesto per campagne ideologiche nostrane di qualche nostalgico del 68 e dintorni. Ormai decennio fa, quando ancora l'immigrazione ed ilterrorismo pseudo islamico non erano alla ribalta ogni giorno, a scuola difiglieparentisi organizzava un afest anatalizia inprossimita'delleVacanze di Natale.Canti,scenette musiche , scenografie e costumi, presepe ed alberi.Intervenivano pure gli allievi di religione diversa e pure i loro genitori.Poi al buffet assemblato con dolci e bibite portate dei genitori, i primi a precipitarsi si tramezzini, paninetti di salame di casa e , solo per adulti, vini della zona, erano proprio i genitori e nutrito gruppo del loro parentato di costumi altri.Poi sono arrivati in concomitanza con guerre in Afghanistan e Iraq certi Iman che hanno messo guardiani di comportamento tra la loro gente, che e'diventat aritrosa e contestataria dei nostri riti e simboli..pure con avvocati pronti a suscitare interrogazioni..cui si e'dato retta masochistica con dubbi e discussioni fino ad arrivare a stop di direttori, autocensura del tipo festa neutra senza simboli, sentenze della corte che ci concede crocefisso e presepe .E Loro a fregarsi lemani per aver incrinato le nostre abitudini ( che poi si tratta solo di questo,solo formalismi,della vera Religione nostra e loro importa poco)
2018-11-23 20:29:55
... vietate le tende in testa e le barbe tribali.. spaventano i bambini.. non è più tempo di vietarte.. ma di rimediare..