I partigiani di via Rasella furono eroi? Dibattito ancora aperto da affrontare senza pregiudizi

Egregio direttore,
il 27 scorso, ha pubblicato una lettera di Mattia Bianco relativa agli eccidi compiuti dai tedeschi negli anni 1943-45 in Italia, giustificandoli come risposta agli attacchi dei partigiani. Va bene che nella rubrica delle lettere si deve dare spazio a tutte le opinioni, ma purché siano corrette e attendibili. Non credo che lei pubblicherebbe una lettera nella quale si sostenga la legittimità della tortura per far confessare un presunto colpevole, sia pure un terrorista in possesso di informazioni importanti. Ed allora perché pubblicare una lettera che cerca di giustificare le atrocità dei nazifascisti?
Mario Ferrarese
Rovigo



Caro lettore,
questa pagina è stata pensata come una palestra in cui ciascuno può, nei limiti di spazio consentiti, esprimersi. Continuerà a rimanere tale, anche se, non di rado, le opinioni di qualche lettore non coincidono con le nostre. La Resistenza continua ad essere, pur dopo molto decenni, un tema molto divisivo come dimostrano i numerosi e diversi punti di vista che abbiamo pubblicato. Non credo che Mattia Bianco, di cui non condivido alcune affermazioni, volesse fornire una giustificazione alle stragi e agli orrori dei criminali nazisti: se avessi dato questo significato alla sua lettera non l'avrei certamente pubblicata. Credo invece che Bianco volesse riproporre perplessità e dubbi su alcune vicende della guerra di Liberazione su cui, purtroppo, la storia non ha affatto posto il suo sigillo. Non per tutti, almeno. Il caso forse più clamoroso è quello dell'attentato di via Rasella. Da decenni è in atto una contesa infinita e inesauribile tra chi considera eroi i partigiani gappisti che uccisero in quella strada di Roma 33 soldati tedeschi e due civili italiani e chi invece considera quell'attentato un errore e una scelta sbagliata, che provocò poi la strage orrenda delle Fosse Ardeatine. Sulle pagine de l'Unità qualche anno fa, Claudio Bussi, figlio di Armando, partigiano e fra le vittime delle Fosse Ardeatine, scrisse che «l'attentato di via Rasella fu un atto di guerra, dettato da emotività più che da un preciso ragionamento, discutibile sul piano dell'opportunità e sbagliato se messo in relazione con le finalità che si volevano raggiungere». Bussi fu duramente attaccato, ma si può ragionevolmente pensare che con la sue parole volesse fornire un alibi ai crimini dei nazisti? Lo escluderei. Il problema, di fondo, è un altro. La Liberazione è stato un momento fondante e fondamentale della nostra democrazia. Va difeso dai revisionismi interessati. Ma deve poter essere sottoposta a un'analisi storica attenta e rigorosa. E depurata da pregiudizi e scorie ideologiche.
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Mercoledì 1 Maggio 2019, 05:05






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5 di 42 commenti presenti
2019-05-03 15:18:04
Francamente eroi, secondo me, sono coloro che sfidano il nemico vis a vis, sapendo di rischiare la vita nel farlo. Ma coloro che mettono una bomba uccidendo furtivamente soldati che camminavano per strada senza alcuna intenzione di combattere, si possono davvero chiamare eroi?. Se avessero pagato di persona, forse, ma a morire sono stati altri, sono stati Italiani che forse, loro, eroi lo erano davvero.
2019-05-03 11:35:45
..vorrei fare un esempio pratico: far saltare un ponte o far deragliare un treno, oppure scontri armati partecipati sono atti di guerra….di solito accettati come rischi dall’occupante…. Sparare alle spalle ai soldati o attentati gratuiti, senza minacce dirette e non vestire uniformi viene considerato una vigliaccata da tutti gli eserciti del mondo e punita con rappresaglie. Fare questo tipo di attentati solo per creare furiosa reazione dell’occupante perche’ si accanisca contro la popolazione civile e crei un risentimento di rivolta e’ sempre una astuzia politica che non con effetti militarmente dannosi per l’occupante…..! L’attentato di via rasella e’ stato un atto inutile a livello militare e non ha creato alcuna rivolta nella popolazione civile(poiche’ i fucilati erano gia’ prigionieri politici) e’ solo servito ai comunisti ,dopo la guerra, fare i finti dispiaciuti, condannare la brutalita’ delle fucilazioni e dare addirittura una medaglia d’oro a bentiivegna e alla capponi…per la loro azione vigliacca.
2019-05-03 06:47:29
Come mai persone miti, dedite a lavoro, famiglia, studi, diventano "attentatori, gurerriglieri, cospiratori??"o voceversa" prepotenti, torturatori , massacratori"? Dipende da come e chi ha innescato la reazione a catena Quando altri prepotenti e vessatori i mettono alle strette.. c'e' chi minimizza ( tanto ci portano a lavorare nei campi di lavoro)e chi tira fuori il suo lato britale per autodifesa .Scopre che il superuono si buca ugualmente come tutti , inizia una lotta che diventa autoalimentante con azioni e rappresaglie che si automantengono, un incendio che si estende.
2019-05-02 18:13:05
Le Fosse Ardeatine dovrebbero essere ricordate solamente per commemorare innocenti che hanno pagato debiti di altri. Partigiani, tedeschi e altri personaggi, dovrebbero avere il buonsenso ormai, di non ritornare sulla vicenda.
2019-05-02 17:46:03
Per me il dibattito e chiuso, non so se furono eroi, ma fecero quello che andava fatto, mi pare che anche la lega nazionale di salvini , su questo punto sia stata chiara , infatti la legge sulla legittima difesa sancisce che se un estraneo entra in casa tua , tu hai tutto il diritto di sparargli, e allora cosa c'è ancora da dibattere su degli Italiani che si sono ribellati a degli estranei ( Tedeschi), armati fino ai denti che occupavano casa nostra?.