Senza un premio di maggioranza la legge elettorale non dà un governo sicuro

Domenica 11 Marzo 2018
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Caro Direttore,
leggo la lettera riguardante la legge elettorale che non fa vincere nessuno, e faccio questa riflessione. Se al rosatellum (che brutta mania di dare questi nomi latino-maccheronici!) si aggiungesse il secondo turno o ballottaggio che dir si voglia, domenica 18 avremmo potuto sapere chi governa, credo. In fondo sono convinto che dovrebbero fare una legge elettorale come quella per eleggere i Sindaci. Noi cittadini penso che siamo tutti d'accordo... sono i politici a cui non comoda una siffatta legge elettorale.


Michele Pezzetti

Caro lettore,
come ho già avuto modo di scrivere questa non è una legge elettorale sbagliata, ma studiata per non far vincere qualcuno e per far ottenere un po più di seggi a qualcun altro. Diciamo che, alla luce degli esiti del voto del 4 marzo, il Rosatellum ha raggiunto il primo obiettivo, ma non il secondo. Il crollo del Pd è stato talmente netto da non poter essere corretto da nessun meccanismo elettorale. Oggi di fronte all'apparente impossibilità di formare una maggioranza in parlamento, in molti si interrogano se non sia il caso di rifare la legge elettorale e andare di nuovo rapidamente al voto. In realtà l'unica strada percorribile per evitare un nuovo, estenuante e infinito dibattito su quale sia il migliore sistema di voto, sarebbe quello di trovare un accordo tra tutte le forze politiche su un unico punto: o l'introduzione del ballottaggio tra le due coalizioni vincenti o, ancora più semplicemente, con l'introduzione del premio di maggioranza per chi vince superando una certa percentuale tra il 37 e il 40 per cento dei voti. Se ci fosse stato questo premio oggi avremmo una maggioranza chiara e un governo a breve termine.

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