Domeniche aperte, giusto fissare un tetto massimo. Ma senza dimenticare chi (da sempre) alla festa lavora

PER APPROFONDIRE: domenica, festivo, lavoro
Caro Direttore,
l'altra sera in un programma televisivo tra i più seguiti era ospite, tra gli altri, Remo Ruffini, presidente e amministratore delegato della Moncler, marchio famoso della moda. Questo signore, tra le altre cose, auspica che il futuro governo del Paese non prenda alcuna misura per ridurre o vietare l'apertura dei centri commerciali di domenica. Raccontava di esser di recente stato a Milano, all'inaugurazione di uno di questi centri, e «di aver visto tante persone, tanti bambini, tante famiglie, tutti presi dalla novità, una dimostrazione di energia che va favorita e non depressa». Quindi, andare in un centro commerciale, per questo signore, è una dimostrazione di energia, di salute economica oltreché fisica. Non so come la pensi Lei, ma se le persone sono cariche di energia, a me fa più piacere se la usano per scopi di socialità, per la cultura, per l'ambiente: incontrare e stare con la famiglia, con gli amici; andare al cinema o a teatro o ad uno di quelle centinaia di concerti che si tengono nei locali delle nostre città; fare una passeggiata assieme ad altri in campagna, in montagna, in una città d'arte, visitando una chiesa antica o un museo.


Paride Antoniazzi
Conegliano 


Caro lettore,
a differenza di un bravissimo imprenditore come Remo Ruffini sono contrario ad un'apertura indiscriminata di iper e centri commerciali durante le festività. Credo che, nell'interesse di tutti - aziende, lavoratori e consumatori- sia giusto fissare regole e limiti e stabilire un numero massimo di aperture festive l'anno. Mi infastidisce però anche la retorica sui lavoratori che non possono trascorrere le domeniche a casa, in famiglia. È un principio apprezzabile, ci mancherebbe altro. Ma vorrei si ricordasse che ci sono migliaia di persone, uomini e donne, che da sempre lavorano il sabato, la domenica e nelle feste comandate. E non sono solo coloro che hanno il compito di garantire servizi essenziali (i lavoratori della sanità, le forze dell'ordine, i vigili del fuoco etc) ma anche i dipendenti di bar e ristoranti, chi lavora nei musei, nei cinema e nei teatri, i casellanti autostradali e decine di altre figure professionali. Che non hanno meno diritti di altri lavoratori più sindacalmente garantiti.
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Venerdì 22 Dicembre 2017, 14:46






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5 di 25 commenti presenti
2017-12-23 12:59:30
Non vedo perché i ristoranti, le pizzerie, i cinema, le gelaterie, le edicole, etc. stanno aperti aperti nei giorni festivi da sempre e non poter acquistare i gelati surgelati al supermercato. Mistero della solita Italietta medioevale....
2017-12-23 10:09:39
grayreddd, forse in Italia, da noi alla Domenica lavorano da mezzogiorno alle sei di sera, il personale fisso non e' obbligato a lavorare alla Domenica ci sono gli studenti che lo fanno volentieri per avere qualche euro in tasca
2017-12-23 06:10:24
Ancora non si e' capito che occorre una parte della popolazione che fa festa ed un'altra che in quei giorni lavora.Poi pero' deve recuperare in altri giorni, e su questo punto che si deve battere.Se poi le notizie di spuersfruttamento vengono divulgate, spetta ai clienti autoregolamentarsi ed astenersi dagli ordinativi e consegne.Se proprio si cammina per negozi dislocati in vari quartieri e cosi' ci si fa del bene , si digerisce e si brucia il surplus, la roba sitocca e si vede e si prova in tempo reale, senz aspettar eun corriere tanto affannato che ti sblogn ilpacco, esige pestando i piedi una firmetta digitale con accanto il furgone pestilenziale a motore acceso .
2017-12-23 14:19:43
Cosa c'entrano l'e-commerce e l'inquinamento dei furgoni con le aperture domenicali lo sa solo lei.
2017-12-22 22:19:53
Direttore lei dimentica che Infermieri,Vigili del fuoco forzedell'ordine lavorano le domeniche A TURNO non come i commessi e le commesse dei centri commerciali e supermercati obbligati a lavorare TUTTE le domeniche, mi pare una differenza non irrilevante