Gli insulti dei burocrati europei? Ignoriamoli E impegniamoci a cambiare le regole del gioco Ue

PER APPROFONDIRE: burocrati, insulti, lettera, papetti, ue
Egregio direttore,
esponenti europei di rilevo non hanno avuto remore nel definire gli Italiani scrocconi. Pur censurate sul nascere, certe affermazioni servono a darci consapevolezza del giudizio-pregiudizio verso l'Italia, che si respira a Bruxelles. Inutile ribattere che versiamo alla UE più miliardi di quanti ne riceviamo. Resta il fatto che, pur essendo fra gli Stati fondatori, noi si sia subalterni a politiche economiche opprimenti, tali da rendere insolvibile il nostro debito. Siamo il due di briscola in Europa, che non ha voce in capitolo coi re, interessati a farci tacere, quando si tratta di denunciare evidenti manchevolezze. È come avere a che fare con l'agire irrispettoso di un amministratore di condominio, che si prende il lusso di ignorare le raccomandate di chi reclama per le sue malefatte individuali e professionali. Con la legge, che lo permette, egli sa soltanto rispondere alle critiche con sanzioni amministrative, atte a decuplicare importi destinati in realtà alle sue sole tasche. Anziché, dunque, dover continuare a subire, il nuovo corso italiano dovrebbe costringere ad un più serrato reale confronto democratico chiunque d'ora in avanti si permetterà, come popolo, di biasimarci e beffardamente giudicarci.
Aldo Martorano
Venezia



Caro lettore,
alcune battute, decisamente volgari e forse anche conseguenza di qualche eccessiva debolezza caratteriale, sono indicative dei pregiudizi e dei retropensieri che alcuni nostri partner europei nutrono nei nostri confronti. Ma non credo sia il caso di scandalizzarsi più del necessario. Un presidente di Commissione Europea che non si fa scrupolo di definire scroccone uno dei popoli che maggiormente ha contribuito all'edificazione della Unione e che rappresenta la seconda economia manifatturiera del continente, si commenta da solo. Naturalmente è sempre doveroso replicare agli insulti, ma la partita europea più che sulle parole si deve giocare sui fatti. Battere i pugni sul tavolo e alzarsi poi con le pive nel sacco o accontentandosi di benevoli promesse, non ci porterà molto lontano. Al nuovo governo si deve chiedere non di imitare qualche sventato commissario né di trasformarsi in tribuni della plebe europea. Ma di agire concretamente per modificare le regole che sinora hanno dominato il gioco europeo. Lasciamo pure ai modesti funzionari e politici nordeuropei la soddisfazione di gettarci addosso, di tanto in tanto, qualche schizzo di fango. Ma portiamo a casa risultati concreti e utili alla nostra economia.
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Martedì 5 Giugno 2018, 05:05






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5 di 12 commenti presenti
2018-06-06 11:48:17
Sarà che sono quasi un vecchio, ma onestamente, non riesco ancora a capire ne ad immaginare cosa voglia dire governo di cambiamento. Quali sono le regole da cambiare? Non va bene la democrazia rappresentativa? non va bene la globalizzazione e si preferisce un capitalismo nazionale, più casereccio? oppure nei nostri desideri si annida ancora l'utopica speranza di edificare una società socialista? Perchè se così è allora lo slogan di Salvini e Di Maio avrebbe dovuto essere, cambiamo le regole per eliminare le differenze sociali, cioè, tutti liberi e uguali, ma poi mi rendo conto che nel programma di governo , i nostri eroi, non fanno nessun cenno alla redistribuzione del reddito cominciando da quelli che posseggono il 60 % della ricchezza e sono solo il 10 %, anzi da quello che si legge gli abbasseranno le tasse, così in un mondo post ideologico e dove non esiste più ne destra ne sinistra continueranno tranquillamente a sopravvivere i ricchi come Grillo e Berlusconi e oggi anche tutti i parlamentari e i poveri che spettano ansiosi il sussidio, cioè tutto cambi perchè tutto resti come è.
2018-06-06 14:40:03
ed intanto al PD rimangono solo i voti dei quartieri ricchi tipo il Parioli. Nei quartieri popolari il PD rappresenta solo la targa della citta' di Padova. Qualcosa vorra' pure dire questo fatto?
2018-06-06 09:09:14
Ora, abolizione di tutte le Regioni (ordinarie, asburgiche-lorenesi speciali e monarchiche-ducali autonome), senza SE e senza MA. Basta campagna elettorale permanente e propaganda, questa volta i cittadini non faranno sconti. Usciamo dal debito pubblico mostruoso che 48 anni di regionalismo fuori controllo ha prodotto!
2018-06-05 19:36:05
... l'europa è come un'arena. c'è il toro, il matador , gli sbandieratori e i pulitori . noi siamo i pulitori.. serva italia per antonomasia.. così è scritto e così è.. popolo non si nasce, lo si diventa. ma è chiaro che non ci sono ne i presupposti ne la volontà..
2018-06-05 19:15:22
Gli insulti se li meritano quelli che hanno indebitato gli Italiani,ma si deve riconoscere che i contribuenti italiani sono stati malaccorti nella scelta dei loro rappresentanti ....-Pero' ai signori transalpini fa comodo che l'Italia si becchi tutti i migranti e ne faccia la selezione;fa comodo ai transalpini che l'Italia diventi l'ufficio di collocamento dell'Europa per manodopera a buon mercato...e i transalpini La aiuteranno l'Italia a ritornare gli illegali in Africa o da dove che vengano?---Levate comunque la testa Italiani!Con un po' piu' di rigore nella gestione della Res Publica,scegliendo il meritevole al raccomandato,incoraggiando la gioventu' a scegliere gli istituti di tecnologia piuttosto che corsi di studio buoni solo per sfornare chiaccheroni per salotti radical-chic,l'Italia puo' ridiventare un Gran Paese dove e' bello vivere!