La marcia per l'accoglienza del professor Calò e le "riflessioni" di un magistrato sull'immigrazione

PER APPROFONDIRE: immigrati
Gentile Direttore,
sono la dr.ssa Maria Teresa Cusumano, giudice presso il Tribunale di Treviso. Sul Gazzettino di domenica 24 febbraio, nel fascicolo di Treviso, sono state riportate alcune mie parole rivolte al professor Antonio Calò sulla sua pagina Facebook. Le mie espressioni certamente testimoniavano apprezzamento per il suo impegno ad aprire una dialettica pacifica e pluralista sul tema caldo dell'immigrazione, ma presentavano soprattutto considerazioni di filosofia politica finalizzate ad aiutare la riflessione di tutti. Non senza premettere e precisare come non si possa avallare un moto migratorio che contravvenga alle regole del diritto internazionale, finendo con il favorire implicitamente la condotta di coloro che, per l'opinione collettiva, altro non sono che ignobili trafficanti di vite umane. Purtroppo l'articolo, per presumibili ragioni di efficacia giornalistica (visto l'attuale impatto dirompente della questione migranti), fa apparire il mio intervento quasi come una presa di posizione latamente politica; ma ciò contraddice il mio pensiero e le mie intenzioni. Inoltre i riferimenti all'adesione di un magistrato sono del tutto sovrabbondanti, giacché nel mio rivolgermi al professor Calò - di cui mi è nota l'onestà intellettuale di docente e di uomo - mi sono qualificata solo per ricordargli l'occasione in cui ci eravamo conosciuti: un incontro di educazione alla legalità e di orientamento, tenutosi al Liceo Classico Canova circa due anni fa, in cui lui accompagnava, come insegnante, alcune classi. Sono rimasta molto sorpresa dal fatto che sia stato pubblicato su un giornale un post scritto su Facebook, senza nemmeno sentirne l'autore (se non altro per una questione di cortesia). Se fossi stata sentita prima, avrei almeno potuto meglio esplicitare il mio pensiero, soprattutto dopo aver menzionato Kant e le radici filosofiche del pensiero pacifista e della politica morale. Il fenomeno migratorio odierno, uno dei più gravi che debbano essere affrontati, può essere avviato a soluzione solo con il dialogo e ispirandosi alla kantiana politica morale. Solo il dialogo può, a lungo andare, garantire la cooperazione tra i paesi europei, con assunzione di pari responsabilità. Se, come a me sembra, il Prof. Calò sta suggerendo un atteggiamento di dialogo e confronto in un'ottica di cooperazione europea, questa posizione merita apprezzamento. A nulla più che a questo era finalizzato il mio post.

Maria Teresa Cusumano

Cara dottoressa,
noi siamo un po' meno sorpresi di lei. In tempi di social capita spesso che qualcuno consegni via Internet proprie riflessioni o stati d'animo, salvo poi pentirsene e cercare di mitigarne senso e valore. Lei ha espresso il suo apprezzamento per il professor Antonio Calò, probabile candidato per il Pd alle prossime elezione europee e ha scritto su Facebook che cercherà di «essere presente il 16 marzo» alla marcia per l'accoglienza che Calò ha deciso di organizzare quel giorno a Venezia. La sua adesione alla marcia (di cui in questa lettera non vedo più traccia) era corredata da una articolata riflessione di cui noi abbiamo dato conto, pubblicando testualmente ciò che lei ha scritto. Se la sue parole fossero «una presa di posizione latamente politica» o un «esercizio di filosofia» starà ai lettori deciderlo. Per quanto ci riguarda lei è un magistrato noto, svolge un ruolo pubblico importante e la sua adesione alla marcia di Calò, annunciata attraverso un profilo pubblico di Facebook, era ed è senza dubbio una notizia. E i giornali di questo si occupano. Anche se capisco che ciò, talvolta, disturba.

    
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Martedì 26 Febbraio 2019, 16:00






Condividi su Google+ Commenta
<< CHIUDI
CONDIVIDI LA NOTIZIA
La marcia per l'accoglienza del professor Calò e le "riflessioni" di un magistrato sull'immigrazione
CONDIVIDI LA NOTIZIA
DIVENTA FAN
SEGUICI SU TWITTER
COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 22 commenti presenti
2019-02-27 12:22:13
io vorrei chiedere alla giudicia : dialogo con chi ? non vede che stiamo rASCHIANDO IL FONDO DELLA PADELLA ? Fuori dall' itaglia chi non ha diritto di starci. Il prof. Calo' vada a fare il missionario e bonificatore al sud itagliadove la situazione è tragica
2019-02-27 04:21:57
Dobbiamo arrivare ad eleggere i giudici!
2019-02-26 21:57:53
Quante parole. La giudichessa non vuole che si sappia che è una komunista ammiratrice di un komunista.
2019-02-26 21:01:48
Ripeto: il suo modello porta tanti voti a Salvini. Per lui noi "santi" dovremmo lasciare le nostre abitazioni,e cacciarvi via i nostri figli per lasciar spazio a non si sa chi e che cosa ha fatto. Solo che lui si sta procurando una buona via di fuga: stipendio al parlamento europeo. Ma gli altri che facessero come lui? Dove andranno,nelle parrochie o a fare marce?
2019-02-26 19:00:40
E' chiaro che la signora giudice non voleva esporsi troppo. Pero' doveva sapere che i giornali "amplificano"...