Basta deliri e parole in libertà: quanto accaduto a Roma non è democrazia, ma la sua negazione

Martedì 12 Ottobre 2021
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Signor direttore,
vorrei dire ai lettori di non stupirsi o adirarsi per quanto sta succedendo. Mi riferisco alle proteste anche violente contro le restrizioni anti costituzionali imposte dal governo per quanto concerne il green pass. Non sorprendiamoci, siamo sempre nel campo democratico. Abbiamo dapprima manifestato pacificamente. Scienziati, medici e anche filosofi insieme al popolo, hanno cercato di fare pervenire al governo e ai politici tutti le loro posizioni e idee, nessuno ci ha mai ascoltati. Vien da chiedersi chi siano gli anti democratici. Adesso la democrazia impone una fase più dura e doverosa, nella speranza che qualcuno di lor signori si degni di prestare ascolto alle istanze popolari creando il confronto dovuto. Se lo Stato continuerà a fare orecchie da mercante ci potranno essere ancora episodi spiacevoli, qualche testa o vetrina rotta. Ma tutto questo rientra nel contesto democratico.

Ivano Roman

Caro lettore,
ho letto due-tre volte il suo scritto prima di essere certo di non aver capito male. Ma è proprio così. Lei, e forse non è il solo, è convinto che, poiché il governo non ha accolto le istanze di no vax e no pass, le violenze di sabato a Roma non siano solo giustificabili, ma anche democratiche, cioè giuste e legittime. Viviamo in un periodo in cui anche termini come libertà o popolo vengono distorti e declinati a proprio uso e consumo. Non prevedevo che il concetto di democrazia potesse subire la stessa sorte. In realtà ciò che è accaduto a Roma sabato con la democrazia non c'entra proprio nulla, anzi ne è la negazione. Quello che lei definisce contesto democratico prevede che ci sia una maggioranza e ci siano una o più minoranze. Queste ultime possono protestare, dissentire, alzare la voce contro le decisioni della maggioranza. Ma se le loro argomentazioni non convincono la maggioranza a cambiare idea, devono prenderne atto. O attendere di diventare loro stessi maggioranza. Questo prevede la democrazia, non l'avvio «di una fase più dura e doverosa», come lei afferma. Oltre l'80% della popolazione italiana si è vaccinata, non credo quindi ci siano dubbi sul fatto che no vax e no pass siano minoranza nel nostro Paese. Chi non ha ritenuto di vaccinarsi o di non dotarsi di green pass ha esercitato la sua libertà. Non può pensare di imporre con la violenza le proprie convinzioni o credere di poter «di spaccare teste e vetrine» se ciò che pensa non diventa legge dello Stato. Se lo fa esce dal contesto democratico e va arginato e contrastato dalle forze dell'ordine (se possibile in modo più efficace di quanto è accaduto sabato a Roma) e punito sulla base di ciò che prevedono le leggi. L'Italia negli ultimi decenni ha pagato un prezzo assai elevato ai furori ideologici e alla violenza politica. Siamo vaccinati anche in questo. Certe pagine non è il caso di riaprirle né di dare spazio e legittimità ad altri tipi di deliri.

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