Ecco qual è la vera funzione del green pass: tutelare se stessi, ma soprattutto gli altri

Mercoledì 21 Luglio 2021

Egregio Direttore,
non sono una no vax. Ho già fatto due dosi di vaccino, sono in possesso del green pass e non mi sento certo violata nella mia privacy o nella mia libertà, nel doverlo esibire, nel caso in cui mi venga richiesto. Però mi domando una cosa e gradirei una sua risposta. Ho capito che, nonostante le due dosi di vaccino, posso essere contagiata e a mia volta posso contagiare. Ho capito che posso essere contagiata, ma in modo lieve o addirittura asintomatico, in ogni caso quindi, i due vaccini fatti mi tutelano. Però posso contagiare quindi, presenziando a eventi vari, andando al ristorante, ecc posso essere veicolo di contagio... e allora a cosa serve il green pass? Attesta che sono vaccinata, ma, in ogni caso, contagiosa. C'è qualcosa che mi sfugge. Può illuminarmi lei?


Giovanna Zanini 


Cara lettrice,
non so se riuscirò a illuminarla. Ci provo. Come noto il green pass certifica che una persona ha completato il percorso vaccinale. Questo non vuol dire che, in linea assoluta, non corra il rischio di contagiare qualcun altro o di essere a sua volta contagiata. Significa che, in quanto vaccinata, questa persona è certamente meno esposta al virus e che soprattutto è ampiamente protetta dagli effetti più gravi del Covid. E, se lo sono anche le persone che in quel momento stanno accanto a lei, perché anch'esse hanno il green pass, non solo il rischio di infettarsi è assai ridotto per tutti, ma lo è in particolare quello di ammalarsi nel caso di trasmissione del virus. Del resto il vaccino innanzitutto a questo serve. Non garantisce al 100% dal pericolo di contagio, ma aumenta in misura assai elevata la protezione dalle conseguenze più gravi del virus. Sono i numeri a dircelo. In queste settimane, a causa del venir meno di alcune restrizioni e della diffusione della variante Delta, i casi di positività sono sensibilmente cresciuti.

Non è aumentato però, in modo proporzionale a quanto accadeva nei mesi scorsi, il numero di persone ricoverate nei reparti di malattie infettive e in terapia intensiva. A fronte dello stesso numero di contagiati, oggi gli ammalati sono assai meno numerosi di un anno o di sei-sette mesi fa. I dati ci spiegano dunque che, essendoci sempre più persone vaccinate, oggi ci si ammala molto meno di Covid e se accade, nella grande maggioranza dei casi, avviene in modo assai meno grave di un tempo. Non solo: i decessi da Covid sono una realtà molto più circoscritta. Secondo un'inchiesta del giornale inglese Daily Mail, in Gran Bretagna, dove oltre il 68% della popolazione ha già ricevuto le due dosi di vaccino, il tasso di mortalità attuale è di 16 volte inferiore a quello registrato nella prima e nella seconda ondata della pandemia.

Le infezioni nel Regno Unito nelle scorse settimane sono state in media 45mila al giorno con 40 decessi registrati ogni 24 ore. Tanti, ma durante la seconda ondata a fine dello scorso anno, con lo stesso numero di contagiati si contarono fino a 640 morti giornalieri. La funzione del green pass è dunque questa: certificare che le persone che si trovano in un determinato luogo o non sono positive o sono vaccinate e, in quanto tali, espongono se stesse e chi hanno intorno a un pericolo molto ridotto di contagio e soprattutto, nel caso di infezione, al rischio di ammalarsi seriamente a causa del Covid. 

Ultimo aggiornamento: 17:38 © RIPRODUZIONE RISERVATA