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L'Olanda spesso parla bene e razzola male, ma il prezzo del gas è esploso per colpa di Mosca non di Amsterdam

Giovedì 22 Settembre 2022
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Egregio Direttore,

da tempo mi chiedo da quando, da chi e perché è stata costituita ad Amsterdam la Borsa che è unanimemente riconosciuta come primaria fonte e causa di incontrollati rialzi del prezzo del gas. Pare che le oscillazioni di prezzo siano determinate da un numero esiguo di scambi che, però, hanno effetti devastanti sulle economie di tutta Europa. Alle proposte avanzate dal signor Andrea Spinato nella lettera pubblicata l'altro ieri, aggiungo che è prevista in Borsa la sospensione di un titolo per eccesso di rialzo o di ribasso, di norma per sbalzi oltre il 10%, per evitare interventi speculativi. Non mi pare che avvenga ad Amsterdam. La Bce, l'Ue dovrebbero intervenire.


Luciano Tumiotto
Ponte di Piave (Tv)


Caro lettore,
l'Olanda è un paese abituato a parlar bene e a razzolare male, soprattutto quando in gioco ci sono i suoi interessi. E si è spesso distinta per comportamenti assai poco amichevoli nei confronti dell'Italia. Tuttavia non è corretto affermare che la borsa di Amsterdam sia la causa degli alti prezzi del gas. Provo a spiegare perchè. L'Olanda è stato tra i primi paesi europei ad utilizzare il metano come combustibile e per questa ragione ha sviluppato prima di altri un vero mercato all'ingrosso del gas. Favorita anche dalla collocazione geografica del paese, al centro dell'Europa, l'Olanda è diventata perciò quasi naturalmente lo snodo centrale per i transiti di gas tra i principali paesi del continente e di conseguenza anche il mercato principale per gli scambi. Per queste ragioni e non per strani disegni o misteriose decisioni, il Ttf, ossia la borsa del gas di Amsterdam, si è affermato come il listino più attivo, più liquido e quello che determina i prezzi di riferimento in Europa. Ma quando parliamo di borse bisogna tener conto che il Ttf è qualcosa di molto diverso da un mercato azionario tradizionale. È un listino virtuale, dove non c'è nessuno scambio fisico e che è composto solo da operatori professionali, i produttori e i fornitori di gas, che trattano contratti a medio-lungo termine, i cosidetti future. Il Ttf dunque fa il prezzo del gas in Europa, ma nel senso che è il sensibile sismografo del mercato di questa materia prima. Ne registra le tensioni, le incertezze, le conseguenze dei mutamenti climatici o geopolitici. Ma il gas oggi non costa tantissimo perchè lo hanno deciso gli gnomi di Amsterdam o gli speculatori. Certamente, come in ogni borsa, ci sono operatori che stanno sfruttando a loro unico vantaggio l'attuale situazione. Ma il problema prima che ad Amsterdam sta a Mosca. Perchè ad aver fatto esplodere i prezzi in un mercato già surriscaldato dalla ripresa post Covid, è stata l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia. La causa è quella e sta lì. Possiamo certamente provare a tagliere le unghie a qualche speculatore olandese o inglese e a fissare tetti temporanei ai prezzi, ma se non fermiamo il dittatore russo, difficilmente le quotazioni del gas scenderanno in modo stabile.
 

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