Come mai non si parla più di sciogliere Forza Nuova? La risposta è negli ultimi 50 anni di storia politica

Mercoledì 24 Novembre 2021
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Caro direttore,
fino a non molte settimane fa sembrava che in Italia ci fosse una grande emergenza: la necessità di sciogliere i partiti di ispirazione neo-fascista o presunti tali. Abbiamo sentito appelli e seguito manifestazioni e dibattiti sul tema. Parlamento e governo, si diceva, devono subito occuparsene. Poi improvvisamente tutto tace. Di sciogliere Forza Nuova sembra non interessi più a nessuno. Fatte le elezioni amministrative la nostra democrazia non è più a rischio e il pericolo neo fascista e' scomparso. A lei non sembra un po' strano?
Paolo Vigna
Padova


Caro lettore,
ma perchè si sorprende? Ci sarà un motivo se in 70 anni l'articolo 3 della legge Scelba, quello che prevede lo scioglimento per legge del disciolto partito fascista, è stata applicata solo due volte (per Ordine Nuovo e Avanguardia nazionale) e di fronte a timori ben più gravi di quelli attuali per la nostra democrazia. In realtà l'applicazione di quella norma è assai complessa e oggi rischierebbe di rivelarsi anche poco o nulla efficace. Forse aveva un senso in passato con le vecchie organizzazione politiche strutturate, con sedi e organizzazioni definite. Lo è assai meno oggi con movimenti come Forza Nuova o Casa Pound, liquidi e destrutturati, composti da non molti iscritti, che si possono rapidamente rigenerare e ritrovare sotto altre sigle. Ma tutto questo lo sanno bene anche molti di coloro che le scorse settimane chiedevano a gran voce lo scioglimento di Forza Nuova. Sulla matrice neo-fascista di questi movimenti non ho dubbi. Ma mi pare che, ancora una volta, una parte della sinistra abbia usato il binomio fascismo-antifascismo come spregiudicata arma politica. Per ricompattare il proprio fronte e delegittimare gli avversari. In questo caso in vista delle elezioni comunali. Raggiunto l'obiettivo, il tema è stato derubricato dal dibattito politico. Del resto quante volte nel corso degli ultimi 50 anni abbia assistito a questo uso spregiudicato e militante dell'antifascismo? Su chiunque rappresentasse una minaccia elettorale per la sinistra calava immediata l'etichetta mussoliniana. Da Craxi ritratto con stivaloni e orbace, a Berlusconi- Cavaliere nero, a Salvini il truce. Non importa se poi, dopo qualche anno, gli stessi che gli avevano dato del fascista o che nulla avevano fatto per impedire questo genere di campagne, hanno rivalutato Craxi come uno statista e un illuminato riformista e oggi indicano Berlusconi come esempio di apprezzato moderatismo. I tempi cambiano, certa cultura politica no.

Ultimo aggiornamento: 14:53 © RIPRODUZIONE RISERVATA