L'euro non va messo in discussione ma la politica economica europea sì

PER APPROFONDIRE: euro, ue, uscita
Egregio direttore,
forse mai come in questi giorni in Italia si è parlato tanto dell’Euro in un dibattito in cui si confrontano, meglio si scontrano, i fautori della moneta unica contrapposti a quelli vorrebbero che il Bel Paese tornasse alla Lira. Gli argomenti pro e contro si sprecano ma tutte le discussioni pongono al centro l’aspetto economico di una scelta in un senso anziché nell’altro. Personalmente credo che il destino dell’Italia non possa che essere legato all’Europa e alla sua moneta ma forse bisognerebbe affrontare la questione anche sotto un altro profilo. L’Euro non è soltanto una moneta, uno strumento per regolare le transazioni economiche, è anche il simbolo di un sogno. Il sogno di una Europa unita prima di tutto sotto il profilo politico, sociale, della condivisone di un destino comune e di conseguenza unita anche economicamente con una unica valuta. L’Euro è l’espressione materiale della speranza di una Europa diversa e più solidale. Sarebbe bello che per rappresentare al meglio questo sogno gli Stati abbinassero alle giornata delle singole Feste Nazionali anche il giorno della Festa dell’Europa Unita.


Maurizio Conti
Portogruaro (Ve)


Caro lettore,
al netto di qualche uscita propagandistica e delle dichiarazioni “usa e getta” da campagna elettorale, non penso che il tema dell’uscita dell’Italia dall’euro sia davvero all’ordine del giorno. Il ritorno alla lira è un’utopia e un’irrealistica prospettiva del tutto minoritaria nella società italiana. Offrire una rappresentazione della politica italiana divisa tra nostalgici della vecchia moneta e fautori della moneta unica è fuorviante. Ed è forse funzionale alla volontà di non affrontare i veri problemi della politica europea. Se, come lei dice giustamente, «l’euro deve essere l’espressione materiale della speranza di un’Europa diversa e più solidale», allora dobbiamo riconoscere che “questo euro”, cioè questa politica economica europea, quella attuata in questi anni, va rivista. Perchè non è affatto solidale e perchè coincide non con gli interessi di tutta l’Europa, ma con quelli di un Paese e dei suo stati satelliti: la Germania. L’euro è il risultato di un patto tra nazioni. I patti si rispettano, ma si possono anche ri-discutere se si rivelano non efficaci o parzialmente efficaci nel raggiungere gli obiettivi per cui erano stati stipulati. Chiedo: è possibile affermare questo e ribadire l’esigenza di una riflessione sulla politica economica europea, senza essere accusati di essere anti-euro? Voglio sperare di sì.

 
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Venerdì 1 Giugno 2018, 14:25






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5 di 12 commenti presenti
2018-06-01 23:02:07
La politica economica europea e l'euro sono due facce della stessa medaglia, una e' complementare all'altra, e i paesi europei volenti o nolenti con queste due realta' devono fare i conti, diversamente bisogna avere il coraggio, e le possibilita', coma ha fatto l'Inghilterra di ritornare sui nostri passi e mandare a ramengo chi ci ha trascinato in questa disavventura, in nome dei mutui, pensa te.
2018-06-01 21:24:47
Ma quale Europa. in discussione vanno messo solo le Regioni, vanno infatti ABOLITE TUTTE. Nessuno vuole uscire dall'Europa, ma la stragrande maggioranza dei cittadini vuole invece uscire dal debito pubblico che le Regioni hanno prodotto in questi 48 anni. Aboliamo tutte le Regioni, senza SE e senza MA, per il bene del Paese e per dare speranza di futuro
2018-06-01 19:45:09
Vi faccio una singola domanda: quanti economisti, non politici, economisti, conoscete che siano a favore dell'euro? Vi risparmio la ricerca: nessuno. Non c'è alcun dibattito, l'euro è stato una FOLLIA e impedirà l'unione politica ovvero quella cosa che andava fatta PRIMA della moneta unica.
2018-06-01 18:05:41
mangio tante tagliatele, e anche tante mortadele, non mi meto la dentiera, gnagnagnagnagnagnagnagna !
2018-06-01 17:21:22
"L'euro non va messo in discussione"- ---l'euro non andrà messo in discussione ma la sua converisione a circa 2000 lire, voluto dal lungimirante PRODI, SI'. Se uno prima prendeva 1.800mila o 2milioni di lire, con l'euro è stato tutto dimezzato ma il costo della vita è rimasto invariato, dato che tutti, dico tutti i liberi professionisti, artigiani e commercianti si sono fatto l'euro a 1000 lire.-- Se l'euro fosse stato valutato fin dall'inizio a 1000 lire, nulla sarebbe cambiato. Se prima si arrivava a fine mese, mettendo pure da parte un pò di soldi, adesso si arriva alla terza settimana e soldi da parte sottozero.-- Grazie SIG. PRODI, hai una o più lauree per niente.