La ricorrente polemica sui candidati paracadutati Così fan tutti i partiti, almeno ci evitino le filippiche

Mercoledì 28 Settembre 2022
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Caro direttore,

Dopo lo sbarco in Normandia, con un impressionante lancio di paracadutisti dietro le difese tedesche, quello dei candidati PD nei vari territori del Paese lo segue.
Ma i territori non gradiscono i candidati calati dall'alto. Dopo la presentazione delle liste nella base del PD c'è stata infatti una coda di malumori verso quegli esponenti di partito che non erano espressione della comunità locale ma figure politiche scelte dal Vertice Nazionale.
I risultati elettorali, con tanto di bocciature, hanno confermato che i collegi sicuri sono sempre meno e che sempre più gli elettori giudicano i comportamenti dei partiti e i candidati che vengono proposti, votando quelli che convincono. Fra i tanti dirigenti paracadutati cito solo alcuni esempi: Debora Serracchiani che oltre che in Friuli Venezia-Giulia, è statacapolista a Torino, Piero Fassino, non si è presentato nella sua regione, ma in Veneto, Beatrice Lorenzin romana, è stata presentata in Veneto e Piemonte. Si potrebbero aggiungere i casi di Campania e Toscana dove le cose non sono andate diversamente.

Pietro Balugani


Caro lettore,
quella dei candidati paracadutati da altri territori è una vecchia, ma sempre attuale polemica. Durante la recente campagna elettorale tanti politici hanno criticato l'attuale e farraginosa legge elettorale. Al cosiddetto Rosatellum, un inutile rompicapo voluto da Renzi per portarsi a casa la maggioranza assoluta del parlamento, molti imputano di aver consegnato nelle mani dei vertici di partito la scelta dei candidati, togliendo peso ai territori e ruolo agli elettori. Anche il recente taglio dei parlamentari è stato spesso contestato per ragioni simili: secondo i suoi critici la riduzione di deputati e senatori sarebbe stata eccessiva e avrebbe privato molte aree del Paese di una propria rappresentanza politica. Sono critiche in alcuni casi legittime e in altri del tutto condivisibili. Tuttavia occorrerebbe ricordare che sia il Rosatellum sia il taglio dei parlamentari sono stati approvati anche dai molti dei partiti che oggi li criticano. Ma non solo: le stesse forze politiche con la pratica dei candidati paracadutati d'autorità nei diversi collegi, dimostrano in tanti casi di non essere, nella realtà dei fatti, nè così attente ne così interessate ai territori e alla loro rappresentanza. Come sempre è sbagliato generalizzare: una candidatura di prestigio o il nome famoso possono essere scelte che rafforzano il peso politico di un territorio. Ma nella maggior parte dei casi il paracadute delle candidature si apre per altri motivi: per garantire gli equilibri di corrente interni a un partito o per garantire a un big o a un fedelissimo dei vertici un collegio blindato, cioè dove l'elezione sia ragionevolmente sicura. Per carità, la politica è fatta anche di queste cose. E non ci scandalizziamo troppo. Basta solo evitare poi filippiche sulla centralità del territorio o non sorprendersi, di fronte a risultati elettorali meno brillanti del previsto, se il territorio non ha risposto come previsto.
 

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