Al voto tra paracadutati e ammiragli smemorati ma la sfida del 4 marzo va presa sul serio

PER APPROFONDIRE: 4 marzo, elezioni, paracadutati
Caro direttore,
è veramente commovente assistere alla formazione delle liste dei candidati alle prossime elezioni. Commovente perché si può constatare la quasi disperazione degli esclusi. Loro volevano a tutti i costi andare in parlamento per poter fare finalmente molte cose per il bene degli italiani e invece qualche maligno glielo impedisce. Sembra di essere nel canale di Sicilia in cui tutti vogliono aggrapparsi al gommone per raggiungere l'agognato approdo. Solo che questa situazione è ben più seria e grave che agognare un approdo in parlamento. Emblematico è il caso di Razzi: prima è fuori, poi rientra, poi è di nuovo fuori. Mi sembra un balletto poco serio così come gli oltre 100 simboli di formazioni le più disparate che si candidano alla guida del paese. Più che di democrazia credo si possa parlare di patologia. I presupposti per fornire motivi agli astensionisti ci sono tutti. Ma noi, democratici incalliti andremo comunque a votare, se non altro per non dare spazio ai velleitarismi di chi ha poche idee, ma confuse ed è lontano dalla realtà, che non conosce. In politica capita spesso di dover votare per il meno peggio, soprattutto in Italia.

Giancarlo Locatelli
Dosson di Casier


Caro lettore,
tra paracaduti, tagli e recuperi al fotofinish, lo spettacolo offerto dai partiti nella frenetica presentazione delle liste elettorali non è stato tra i più edificanti. Non sono mancati neppure momenti di assoluta ilarità come nel caso dell'ammiraglio che si era candidato per un partito ( M5Stelle) dimenticandosi che era già consigliere comunale, ma per un' altra forza politica (il Pd) in aperta competizione con la prima. Evidentemente il nostro ammiraglio, in politica, fa un po' fatica a trovare la rotta giusta. Meglio si riposi un po'. Detto ciò, la sfida elettorale del prossimo 4 marzo non va sottovalutata. Forse, come molti osservatori prevedono, anche in virtù dei meccanismi dalla legge elettorale, dalle urne non uscirà un vero vincitore, cioè un partito o una coalizione con i numeri sufficienti per governare da solo. Vedremo. Ma la qualità (tutta da verificare) di taluni aspiranti uomini di governo e la pericolosa inconsistenza o irrealizzabilità di alcune proposte sono tali da indurre più di qualche riflessione. Ognuno è naturalmente libero di scegliere. Basta essere consapevoli della posta in gioco.

 
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Mercoledì 31 Gennaio 2018, 14:36






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5 di 25 commenti presenti
2018-02-01 10:13:21
Amburgo, per tua conoscenza ho la moglie italiana, veneta doc, per tale motivo ho studiato l'italiano e mi interessa quello che succede in Italia e in particolare nel Veneto
2018-02-01 14:01:11
noooo daiii!!! cosi ti tocca mangiare sarde in saor, invece di alici intinte nella cipolla!...
2018-01-31 20:03:58
non toglietemi Razzi! che farà Crozza?! e chi va mai più in Corea del Nord?!... noooo daiii!!! piuttosto toglietemi la Boschi che paracadutata a Bolzano perchè garantista dell'autonomia farlocca degli altoatesini, se ne può proprio fare a meno! altro che gli interessi degli italiani! altro il "siamo tutti uguali"!...
2018-02-01 00:30:39
Dite quel che volete ma a me Razzi piaceva. Rustico uomo del popolo, magari "pittoresco" ma sicuramente piu' addentro ai bisogni del popolo di tanti intellettuali kolti e rikki che affollano il parlamento.
2018-02-01 13:24:41
Spero che la tua sia una battuta. Razzi è una simpatica caricatura ma considerarlo portavoce dei bisogni del popolo è un insulto nei confronti del popolo. A meno che Popolo non sia un secondo nome di Razzi...